Pubblicato da: M.E. | 23 maggio 2010

La vera storia di Maya – Figlia della Luna

Una nuova sconcertante verità

-Dobbiamo tornare indietro di molti, moltissimi anni…..agli albori della storia dell’umanità. Sulla barca, che trascinava via Oldeza e il suo compagno Ramir dalla loro isola natale, lambita dalle onde irrequiete dell’oceano, era colma di gente ma vi regnava il silenzio. Atlantide era scomparsa, inghiottita dai flutti.  Atlantide considerata oggi come il “Paradiso di Dio” sulla Terra era ormai bandita a tutti gli uomini.

La traversata fu lunga e penosa, ma finalmente raggiunsero le coste di quella che un giorno verrà chiamata America Latina. In questo popolo forte, dominatore, a volte mite e sapiente si era insinuata l’idea, che in brevissimo tempo divenne una convinzione generale, che Dio li avesse puniti a causa della loro conoscenza ed arroganza e che quindi dovessero in qualche modo espiare le loro colpe, vivendo in modo schivo e dedicando la loro vita alla spiritualità. Decisero quindi di esplorare l’entroterra di questo nuovo continente e raggiunsero spesso le vette più alte delle montagne o le foreste più intricate,  vi ci nascosero e costruirono le loro nuove città.

Forti delle loro conoscenze sugli opposti, della luce e dell’oscurità che avvolge, della salute e della malattia, della terra e del cielo, del nero e del bianco, del Nulla e del Tutto, del significato profondo di Uomo e Donna. Crearono una cerimonia molto particolare, che sarebbe stata celebrata ad ogni eclissi di sole completa, momento in cui la natura e gli animali dimostrano il loro timore, di buon auspicio e prosperità per l’intero popolo. Le nozze tra il Figlio del Sole e la Figlia della Luna.-

Angelo stava spiegando a Fausto e a Giulia la sua teoria in proposito:

-Avete presente il Codice di Dresda e la profezia sulla fine del mondo nel 2012 che è stata attribuita ai Maya ? Sono un’interpretazione erronea, il fatto che il lungo computo del tempo scandito dal calendario Maya si arrestasse consapevolmente il 21 dicembre del 2012 non significa necessariamente che ci debba essere una fine del mondo; e se anche dovesse esserci e dovesse ripetersi esattamente lo stesso tipo di evento possiamo tranquillamente sostenere che anche dopo il diluvio universale il mondo è andato avanti lo stesso, non si intendeva la fine di tutto.-

-Sappiamo poco su come essi immaginassero la fine del mondo. L’unica immagine possiamo averla osservando l’ultima pagina del codice di Dresda. In essa si vede l’acqua che distrugge il mondo, essa fuoriesce dai vulcani, dal Sole e dalla Luna generando oscurità che prevale sulla luce.- disse Fausto riflettendo ad alta voce.

-Infatti,- confermò Angelo Benniti, – il Sole e la Luna insieme sono il simbolo dell’Eclissi. Il ripetersi ciclico degli eventi ci riporta al Cerchio, ossia al completamento di un ciclo, a qualcosa che si chiude, a qualcosa che si compie. Dobbiamo sapere che ogni evento nell’universo deve seguire un ciclo completo, che ogni azione porta a delle conseguenze e che fino a quando non si è completato il ciclo, l’evento non si può dire concluso.-

-E questo cosa significa secondo te ? non gli effetti del global warming e dell’innalzamento degli oceani ? – chiese Giulia.

No, se si conoscesse la vera storia di Maya e del suo popolo, – Rispose Angelo.

Per i Maya era molto importante – proseguì Angelo –, poter calcolare con esattezza il giorno esatto dell’eclissi di sole in quanto serviva per determinare quando dovevano avvenire le cerimonie più importanti.

Dovete infatti sapere che questo popolo vissuto tra il 300 ed il 900 d.C., non possedeva le conoscenze necessarie per determinare se un’eclisse di Sole fosse visibile nelle zone in cui abitavano, ma sembra che anche le eclissi non visibili, e che quindi quelle che non avevano potuto osservare, fossero comunque state da loro previste e registrate.

Esistono infatti nel Codice di Dresda alcune tavole che riguardano la previsione delle eclissi. Le tavole riportano dei periodi di 177 o 178 giorni (che corrispondono a 6 cicli di fasi lunari), intervallati in modo apparentemente casuale da periodi di 148 giorni (corrispondenti a 5 mesi lunari).

Ora, le eclissi hanno luogo solo quando Sole e Luna si trovano all’incirca ai nodi dell’orbita lunare: questo avviene ogni 173.31 giorni. Le registrazioni Maya mostrano che le eclissi hanno luogo solo durante questi periodi particolari, che si ripetono ogni sei mesi (177 giorni): i 4 giorni di differenza richiedono la correzione di un ciclo da 177 giorni con uno di 148.-

Codice
 di Dresda

Due pagine della tavola delle eclissi solari del codice di Dresda. I punti rappresentano il numero 1, le barre orizzontali il numero 5 e le posizioni, che devono essere lette verticalmente dall’alto al basso, sono espresse in potenze di venti (noi contiamo in potenze di dieci).

 

 

 

 

-Io invece vorrei sapere: che cosa è successo poi a Oldeza e a Ramir ?- chiese Giulia

– Ecco vedi, lasciando perdere un momento quanto già sappiamo su di loro, vorrei riproporvi la storia che mi ha raccontato una anziana indigena di origine Maya, con la quale avevo iniziato a conversare durante un viaggio in treno, mentre percorrevo la tratta Cancun …..

Dovete sapere che Maya era il nome che venne dato alla prima creatura nata nella nuova terra (che li nutriva e raccoglieva), Oldeza infatti era incinta quando partirono.  E per significare che era nato un “nuovo popolo” decisero di chiamarlo Maya in suo onore. Il popolo Maya infatti rinasceva dalla distruzione.

Sono passati gli anni, sono passate le generazioni nelle Terre Maya del Messico e la bimba maya che ogni tanto affiora anche dai ricordi di Giulia è diventata ormai una leggenda. In ogni sito in Internet ormai si parla del mito del Sole e della Luna e di quanto tutto questo sia collegato all’amore, alla dualità e all’astrologia, che a quei tempi veniva considerata più una scienza esatta che un ammasso di fandonie utilizzate per intontire la gente.

                             yantra_sole        yantra_luna      

Venne svegliata una mattina di buon ora, la voce di sua madre la chiamava dolcemente e questo la costrinse ad aprire gli occhi e a stringere un poco le palpebre poiché i raggi del sole già iniziavano a penetrare attraverso le aperture della stanza fatta di pietra dura scavata nella roccia.

“Vieni cara, su svegliati, il mirabile Sacerdote del Tempio è venuto a prenderti, devi prepararti. “

Myra sapeva che prima o poi sarebbe successo, ma poiché non voleva abbandonare i suoi adorati genitori sperava che quel momento non sarebbe mai arrivato e che il sacerdote si dimenticasse di lei, cosa che francamente era impossibile. Quando una cosa era scritta nelle stelle doveva essere rispettata. Myra aveva solo 10 anni, doveva recarsi al Tempio e rimanervi per sempre, i suoi genitori non li avrebbe mai più rivisti, se non al giorno della cerimonia, molti anni più tardi.

Come consuetudine, al verificarsi della prossima eclissi di sole, la Figlia della Luna avrebbe dovuto sposarsi con il Figlio del Sole, ci sarebbe stata una sorta di cambio della guardia ai vertici del suo popolo. In realtà il potere più forte era rappresentato dal Sacerdote, mentre Il Figlio del Sole – il nuovo Reggente – avrebbe svolto compiti sì fondamentali ma soprattutto di rappresentanza e la Figlia della Luna ancor più marginali se non fosse stato per il fatto che dovesse conferire regolarmente con il Sacerdote per riportare gli ordini delle stelle al marito-reggente. Era Lei che si recava ogni giorno nella struttura (oggi sarebbe un moderno planetario) dove venivano accuratamente studiate le posizioni dei pianeti e delle stelle nel cielo, per poi conferire le previsioni sull’immediato futuro al suo consorte.

 

Esperienze del passato

Giulia aveva avuto già in precedenza dei sogni premonitori e anche da sveglia le capitava di rivivere delle esperienze del passato come se attraversasse delle dimensioni spazio-temporali. Esperienze che sentiva chiaramente di aver vissuto lei, anche se si vedeva proiettata in un altro luogo o in un altro tempo. Anche se a volte faticava a riconoscersi nella persona che li stava provando. Li chiamano semplicemente dejà vu. Ma non credo che molti li abbiano mai provati con la stessa intensità con cui li provava lei.  Sembravano ricordi di vite passate che riaffioravano improvvisamente come un flash-back. Inizialmente da piccola, veniva presa da grande spavento, le venivano degli attacchi di d’ansia e tachicardia. Poi piano piano ci fece l’abitudine, scopriva che in fondo non le succedeva niente di pericoloso, solo un forte coinvolgimento emotivo, a volte le capitava di piangere, di provare dolore o rabbia, ma fisicamente tornava nel suo corpo, nella sua dimensione di adesso, nel suo tempo, nei luoghi che le erano cari e non perdeva nessuno. Come se niente fosse…ma viaggio dopo viaggio lei aveva finito con il comporre un puzzle. Un puzzle molto complesso, un puzzle di vite, di nascite e di morti, di andate  e di ritorni che sembravano formare un grande quadro. Un giorno forse, aggiungendo tassello dopo tassello, avrebbe scoperto lo scopo della sua vita, il perché della sua esistenza.

Aveva all’incirca 21 anni, era sa sola in casa e stava guardando un documentario alla televisione. Quando tutto ad un tratto vide l’immagine di un sito archeologico appena scoperto in America Latina e che si ipotizzava potesse appartenere ai Maya. Quasi cadde a terra svenuta…quell’immagine era pari pari a un sogno che lei aveva fatto ben 10 anni prima, come era possibile?  Come poteva aver immaginato un luogo che esisteva veramente ma che sarebbe stato scoperto immerso nella boscaglia solo 10 anni più tardi ?  Le sembrava di passeggiare lì in mezzo, le gradinate salite passo dopo passo, le urla prima crudeli e poi festose della gente, il sole, la luna, l’eclissi…….la testa le girava, stava male.

Furono proprio i suoi sogni e le sue premonizioni a svegliare in Giulia un interesse quasi morboso verso la storia, il mistero, l’archeologia e dopo aver frequentato le superiori decise di studiare in quel campo e affiancarsi poi come stagista nello studio del dott. Angelo Benniti, considerato uno dei massimi esperti in ritrovamenti e studi sui reperti della dinastia Maya.

                                        (….)

L’Italia sarebbe stata quasi completamente sommersa. Ma neanche i più sfegatati della Lega Nord si sarebbe divertiti a fare battute nel vedere che dal Po in giù non ci sarebbe più stato niente, solo ettolitri ed ettolitri d’acqua salata. Una sorta di Waterworld.

Annunci

Responses

  1. Significato del nome MAJA:

    E’ una variante di Maia che deriva dal nome di una ninfa acquatica della mitologia greca. Il suo significato è “nutrice, madre, che raccoglie”. Dalla medesima radice deriva il nome del mese di Maggio. Nella mitologia Romana Maia è la moglie di Vulcano mentre porta questo nome la figlia di Brama nella religione Indù.

    a cura di http://www.nomix.it


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: