Pubblicato da: M.E. | 15 ottobre 2010

Il mio contributo poetico per l’ Acqua fonte di vita

In riferimento a : http://www.emi.it/acqua.html

Riporto in versione integrale l’appello di Alex Zanotelli, senza fare commenti perché non ce n’è bisogno.

 

REFERENDUM ACQUA
LA VITA VINCE!

La cittadinanza attiva italiana ha ottenuto una straordinaria vittoria raccogliendo un milione e quattrocentomila firme per chiedere un referendum contro la privatizzazione dell’acqua (Legge Ronchi, 19 novembre 2009).
Questo grazie a una straordinaria convergenza di forze sociali che vanno da associazioni laiche come Arci o Mani Tese, o cattoliche come Agesci o Acli, da sindacati, da movimenti come NO TAV o NO Dal Molin, da reti come Lilliput o Assobotteghe…
In nessun referendum si era mai visto un tale schieramento di forze sociali così trasversali , che hanno trovato poi la capacità di organizzarsi a livello locale, provinciale, regionale.
È stata l’acqua, fonte della vita, che ha riunito in unità la cittadinanza attiva.
È fondamentale notare che tutto questo è avvenuto senza l’appoggio dei partiti, senza soldi e senza la grande stampa. I partiti al governo ci hanno attaccato pesantemente (le dure dichiarazioni di Ronchi e Tremonti), mentre i partiti dell’opposizione presenti in Parlamento (PD e IDV) ci hanno remato contro.
Il Comitato Referendario ha sfidato il popolo italiano con delle scelte ben precise. In piena vittoria del mercato e della finanza, i 3 quesiti referendari chiedevano che, primo, l’acqua venisse dichiarata un bene di non rilevanza economica, secondo, l’acqua venisse tolta dal mercato e, terzo, che non si facesse profitto sull’acqua.
È il massimo che si può chiedere a un popolo in pieno neo-liberismo.
Intorno ai banchetti della raccolta firme, si è svolta "la battaglia antropologica fra la persona, dotata di diritti e doveri, e l’homo economicus, furbo, speculatore irresponsabile e pronto a tutto, pur di arricchirsi", così ha scritto il costituzionalista Ugo Mattei.
Ha vinto la persona, ha vinto il diritto umano. Ed è la prima grande vittoria per un bene comune (insieme all’aria) più prezioso che abbiamo.
A Roma abbiamo festeggiato questa vittoria a Piazza Navona il 19 luglio, portando poi gli scatoloni contenenti le firme alla Corte di Cassazione. Che festa!
Ma ora si apre la campagna referendaria vera e propria!
Per questo, il 4 settembre, i referenti regionali del Forum italiano dei movimenti per l’acqua pubblica, si sono ritrovati a Roma per valutare come procedere e soprattutto per preparare l’incontro nazionale di tutto il movimento in difesa dell’acqua pubblica, che si terrà a Firenze (18-19 settembre).
La Corte Costituzionale entro il 15 ottobre dovrà esprimersi sulla validità delle firme raccolte e poi darci i quesiti referendari, ed infine dovrà fissare la data del referendum dal 15 aprile al 15 giugno 2011.
È un appuntamento fondamentale questo, per cui dobbiamo organizzarci così bene da portare almeno 25 milioni di italiani a votare (è il quorum necessario per la validità del referendum).
Mi appello a tutti perché ogni cittadino italiano e ogni cristiano si impegni
per salvare "sorella acqua". In questo cammino referendario, abbiamo avuto l’impegno serio di tante associazioni cristiane, di parrocchie e anche di diocesi (la diocesi di Termoli per esempio), ma ci è mancata la voce dei Vescovi, soprattutto della CEI. Dopo le parole così chiare del Papa sull’acqua nella sua enciclica sociale, mi aspetto che i vescovi facciano altrettanto, perché questo è un problema etico, morale, vitale per il nostro paese e per l’umanità.
Se perdiamo il referendum sull’acqua, abbiamo perso tutto.
Per questo chiediamo a tutti di impegnarsi a tutti i livelli.
A livello personale chiediamo uno sforzo per informarsi e informare sull’acqua tramite internet (
www.acquabenecomune.org), tramite cd o dvd (come Per amore dell’acqua), libri, opuscoli per potere poi coscientizzare la gente con incontri pubblici, dibattiti, conferenze e serate sul tema.
Solo così potremo portare 25 milioni di italiani a votare. La grande stampa e i media non ci aiuteranno!
A livello comunale, chiediamo a tutti di fare pressione sui propri consigli comunali perché votino a maggioranza che l’acqua è un bene di non-rilevanza economica, modificando poi lo statuto comunale per inserirvi quella decisione. Questo potrebbe diventare un altro referendum popolare.
Perché, per esempio, per la Giornata dell’acqua (22 marzo 2011), non potremmo invitare quei Comuni che hanno così votato ad esporre un simbolo e a contarsi? Potrebbe essere questo il referendum dei Comuni.
Ma c’è di più! Dobbiamo far passare la notizia che la legge Ronchi non proibisce il totalmente pubblico.
E quello che la legge non proibisce, facciamolo!
Dobbiamo gridare dai tetti che i Comuni, le Province, le Regioni e le Comunità di valle che vogliono gestire la loro acqua come Azienda Speciale o Ente di Diritto Pubblico, lo possono fare. È questo il contributo della cittadinanza attiva di Napoli alla lotta contro la privatizzazione dell’acqua.
È stato l’avvocato M. Montalto, sostenuto dall’Ordine degli avvocati dell’Ambiente di Napoli, e il costituzionalista A. Lucarelli della Federico II di Napoli, a dimostrare che questo si può fare. È questa la sfida in atto in Puglia per trasformare l’Acquedotto Pugliese da Spa a Ente di diritto pubblico.
È la sfida in atto nel Comune di Napoli di far passare l’Arin da Spa a Azienda Speciale. Speriamo che questo avvenga presto e Napoli diventi la "capitale dell’acqua pubblica", anticipando il risultato del referendum.
Ci conforta in questo la decisione dell’assemblea Generale dell’ONU, che ha approvato lo scorso luglio la risoluzione che "dichiara il diritto all’acqua potabile e sicura e ai servizi igienici, un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani".
"Questa risoluzione è un fatto storico importante" ha detto R. Petrella, "un significativo passo in avanti sul cammino dell’accesso all’acqua potabile per tutti". Questo nostro impegno per l’acqua pubblica, ha infatti una portata mondiale, soprattutto per i più poveri.
Sull’acqua ci giochiamo tutto sia per noi, sia per i poveri. Se perdiamo l’acqua, abbiamo perso tutto.
Dobbiamo vincere! Se ce l’ha fatta l’Uruguay, la Bolivia, l’Ecuador, Parigi, ce la possiamo fare anche noi.
Diamoci da fare: si tratta di vita o di morte per noi, per i poveri, per il pianeta.
Alex Zanotelli

 

catena  

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Rispettate l’acqua

Rispettate la Natura

L’acqua è importante

L’acqua è vita

 

Vorrei pregarvi di fare un esperimento:

Immaginate solo per un giorno

Che l’acqua non esista

Che tutta l’acqua del mondo sia esaurita

Che sia imbevibile a causa di una perdita di cianuro

Da una fabbrica di sostanze chimiche della zona.

Avete finito anche l’acqua minerale in bottiglia

E anche i supermercati ne sono sprovvisti perché la gente

Ne ha fatto razzia per lo stesso motivo.

Non c’è acqua su tutto il pianeta

L’acqua piovana non è utilizzabile perché altamente acida e corrosiva.

Ed ora provate a fare le cose che fate sempre ma

Senza mai usare l’acqua di nessun rubinetto, senza mai berla,

senza tirare lo sciacquone, senza potervi lavare i denti,

senza poter cuocere la pasta o dare da bere ai fiori.

Provate solo per un giorno.

 

©2007DeFortisEmiliana

già pubblicata sul blog di Beppe Grillo

 

catena

 

    Acqua

L’incedere ritmato del metronomo,

è nella goccia ripetuta che cade.

Perle di vita, energia che si disperde.

E mentre il sole brucia la terra,

la spacca, la sgretola fino alle ossa,

rimpiango il catino, che non la raccolse.

©1999Emiliana De Fortis

    Wasser

Das langsame rhytmische Klopfen des Metronoms,

ist in dem Tropfen, der gleichmässig fällt.

Perle des Lebens, Energie die sich verliert.

Und wenn die Sonne die Erde verbrennt,

sie spaltet und bis zum Kern aufreisst,

dann vermisse ich den Trog,

der den Tropfen fängt.

©Traduzione di Emiliana de Fortis

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