Pubblicato da: M.E. | 15 ottobre 2010

Il mio periodo rosa: 1997-2003

Il mio periodo rosa, anche se uscivo molto faticosamente da un brutto intervento al ginocchio sinistro e dalla fine di un fidanzamento durato ben 15 anni, è iniziato nel 1997, anno in cui ho conosciuto un musicista tedesco e ho deciso finalmente di lasciare il “nido materno” per iniziare anche se un po’ tardivamente la mia vita.

La mia indipendenza economica, per così dire l’avevo raggiunta già da diversi anni, anche se la alternavo a periodi in cui ero per forza di cose disoccupata e quindi tornavo a dipendere da mia madre.

Perché menziono soltanto mia madre e non anche mio padre ?

Mio padre se ne era già andato, o meglio lo avevo cacciato personalmente di casa, prendendo le redini della situazione e diventando così a tutti gli effetti il capo-famiglia facente le veci. Le mie sorelle lo seguirono a ruota, ma per loro decisione. Una è andata dove la portava il cuore, l’altra seguendo una amica decise di provare una esperienza lavorativa a Berlino.

Nel 1997 lasciai quindi mia madre da sola nella sua casa paterna, ed andai a vivere ad una ventina di chilometri circa sul Lago d’Idro (nome antico di Eridio) prendendo in affitto un bel appartamento al limitare del bosco con vista sul lago. Un luogo ideale per scrivere e fare musica indisturbati.

Il luogo dove scrissi la mia “Una stanza tutta per me”, creai la mia prima raccolta di poesie intitolata “Transiti” e scrissi la mia prima canzone intitolata “Sensi di Colpa”.

Lavoravo part-time come ragioniera da circa otto anni in una azienda che produceva maniglie e rubinetti in ottone e che proprio in quel periodo risentiva della crisi della casa madre che si trovava in Germania. Infatti dopo un breve periodo di cassa integrazione, sentiti i discorsi sulla sua chiusura e trasformazione in una azienda che produceva pasti pronti per le linee aeree, decisi di licenziarmi e di trasferirmi in Germania.

Feci un primo viaggio già alla fine del 1998 per farmi un’idea più precisa di che cosa volesse dire mollare tutto e ricominciare in un altro Stato.

Nel maggio del 1999, avendo trovato l’appartamento che faceva al caso nostro, una piccola casetta nella zona est di Monaco con giardino, cantina e posto auto e un lavoro provvisorio come Tagesmutter di due bambini mi trasferii definitivamente.

Perché lo chiamo il mio periodo rosa ? Perché è il periodo in cui reiniziai a sognare in modo diverso, non tanto come fuga dalla realtà di ogni giorno (che definisco il mio periodo nero) o come innamoramento folle e sognante (tipico di chi si innamora veramente per la prima volta) ma in modo costruttivo, lottando e pensando per la prima volta a me stessa.

 

……(segue)….

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