Pubblicato da: M.E. | 6 gennaio 2011

Biografando….qua e là: Ama il prossimo Tuo come te stesso

Vicino al Comandamento “Onora il Padre e la Madre” metterei “Ama il Prossimo tuo come Te Stesso”, anche se forse in ordine di importanza lo precede.

Mi accusano spesso di amare troppo gli uomini che mi stanno accanto nella vita e di amare troppo poco me stessa. Forse parlare di accusa è improprio, visto che le persone in questione vorrebbero soltanto aiutarmi e lo dicono per il mio Bene.

Mi chiedevo quindi perché perseguito nel mio comportamento anche se accanto a me ho persone che mi mettono continuamente in guardia contro questo pericolo e sebbene mi renda assolutamente conto che possano avere ragione e perché continui quindi ad accompagnarmi a uomini che mi fanno solo del male ?

A parte il fatto che non esistono uomini “che fanno solo del male” perché se mi accompagnassi a loro sapendo questo, sarei veramente solo una masochista in cerca di guai.

Esistono uomini in cui la componente Male è più forte ed evidente che in altri, ma spesso non è una coincidenza che siano solo meno ipocriti e meno capaci di nasconderlo di altri; infinitamente più cattivi, ma che conservano di fronte alla società la facciata mai scalfita di “brave persone, gentili e sorridenti”.

Cosa manca loro rispetto ai secondi ? Fortuna e potere.

Provenendo da una vita meno serena e comunque più difficile, con un entroterra meno nobile del mio, non hanno saputo capovolgere a loro favore gli eventi negativi della loro vita e continuano a portare avanti un comportamento simile a quello del gatto che si morde la coda.

Ho avuto una vita molto dura anch’io, sono una donna forte in un involucro fragile e viceversa. Altre donne, come diceva la mia psicanalista, si sarebbero suicidate per molto meno. Ma io sono ancora qua, come una soldatessa della vita che non ha ancora finito di compiere la sua missione (sic!). Ho anche la pretesa di essere una guaritrice, con un passato da strega erborista che l’ha scampata pure dal rogo e quello probabile di una sciamana persiana, oltre che essere stata la figlia postdiluviana di una coppia di origini atlandidee.

Figlia di Dio per convinzione, in questi giorni sto leggendo con molto interesse un libro scritto nel 2007 da Piergiorgio Odifreddi. All’inizio ho sorriso spesso per l’arguzia delle sue argomentazioni, ma lascia trasparire così tanto la sua irritazione per il suo sentirsi preso in giro da papi e preti che non lo consiglio ancora come lettura per un cattolico convinto. Ha ragione su molte cose, ma non ne vede altre perché non crede, ha paura di credere.

L’intelligenza rende curiosi ed indagatori, spinge sempre verso qualcosa di nuovo, di sconosciuto. Di questo almeno potete darmene atto ?

Inoltre che ci voglia una certa dose di coraggio nel fare questo o forse solo una forte dose di incoscienza, anche questo forse è vero.

Per alcune persone c’è spesso un forte bisogno di sapere che l’interlocutore che hanno di fronte è più basso di loro (non di statura naturalmente), cioè che possono ancora insegnare qualcosa a qualcuno.

Li fa sentire meglio, meno inutili. Ma queste persone non si rendono conto che a volte hanno di fronte un essere vivente che di giri di boa ne ha fatti veramente tanti e che fingendo di imparare, sta insegnando loro qualcosa.

Io ringrazio, sì le ringrazio, le persone che nella vita mi hanno fatto del Male, il loro essere “apparentemente” cattivi mi ha insegnato qualcosa, mi hanno resa più forte anche se mi hanno fatto soffrire molto, a volte indicibilmente….da spezzare il cuore. Si pensa per sempre, ma non è mai per sempre.

Per me il Bene ed il Male sono le facce della stessa medaglia. Ed anche Dio è Uno solo. Bene e Male insieme, è Colui che ha la Conoscenza Integrale sia dell’uno che dell’altro.

Sì, come ho già detto spesso, io sono Figlia di Dio e sono in buona parte umana. O meglio, fisicamente sono tutta umana, umana è la mia mente, la mia psiche. Anche la mia anima è parzialmente umana.

In linea di principio, tutti noi siamo Figli di Dio e tutti noi potremmo essere Cristo (se solo lo volessimo). Potremmo fare e dire le stesse cose che diceva Gesù. Anche se Lui, è vero, era più Unico che Raro.

Tutto sta nel nostro livello di Consapevolezza. Gesù era fortemente consapevole di Sé stesso, degli uomini, di come andava il mondo e dell’Universo intero.

Ecco perché parlava ed agiva così, ma era un semplice uomo come me e te, niente di più.Tale da sembrare uno schizofrenico, un pazzo, come sostenevano tanti razionalisti. Ma la capacità di vedere se stesso e gli altri dal di fuori non è data dalla schizofrenia, i suoi alti ideali non erano schizofrenici ma dettati dall’amore, dall’altruismo, da un maggior livello di consapevolezza.

E questa maggior Consapevolezza ha un che di divino, è data da Dio, per Dio. Generata dall’Amore che un Figlio nutre per il Padre suo.

Se tu CREDI in te stesso, puoi fare molte cose. Puoi fare anche i MIRACOLI.

E non solo perché, essendo convinto di te stesso, convinci anche gli altri che di conseguenza vedono quello che vuoi tu, ma c’è dell’altro, di più.

Tu interagisci con Dio e con l’Universo. Non occorre “comandare” affinché gli altri ti obbediscano, è sufficiente “chiedere”. Chiedi e ti sarà dato, bussa e ti sarà aperto.

Cose a cui Odifreddi non crede e di conseguenza non riesce a vederle nella sua vita.

E’ come creare uno spostamento di Energia, preceduto da un boato fortissimo (è questa la capacità di Dio ?)

L’Interconnessione fra le cose, le parole, i pensieri, i simboli e gli esseri viventi tutti (uomini, animali e piante), esiste, non è una palla o una favoletta per bambini.

E tutto vuole andare in una direzione. Là dove trova degli ostacoli si crea un attrito momentaneo.

Il mio problema quindi non è con chi mi accompagno e se questa compagnia è buona o cattiva per me. Io ormai vivo su un altro livello di comprensione, per così dire.

Se ho scelto questa persona, un motivo valido ci sarà certamente e forse sono solo fatti che voi non potete ancora comprendere.

Anche se dal vostro punto di vista, un tantino terra –terra, motivi reali per questa intesa non ne vedete, vedete solo che non mi fa bene punto e basta. Ma le mie motivazioni posso essere altre, diverse da quelle che spingerebbero voi comunemente. L’amore può assumere molte forme.

Il mio problema semmai è l’instabilità, la precarietà del mio credere in me stessa.

Vedo persone magnifiche intorno a me. Bellissime nella loro aurea (anche quando può sembrare negativa), nella loro generosità verso gli altri, nonostante abbiano sofferto e soffrano ancora molto.

Se Tu credi in te stesso e Credere significa semplicemente avere Fiducia in te stesso, in quello che sei, in quello che fai, in quello che vali, se percorri la via del Giusto senza macchia, anche se sai bene di non essere Perfetto, allora fallo !  E fallo ogni giorno, ogni momento della tua vita.

Diventa Re di Te stesso, Sii grande e così facendo onorerai Dio che ti ha creato.

Ma per alcuni non è facile arrivare a questo Stato di Grazia, non tutti hanno un underground positivo alle spalle. C’è chi ha vissuto solo l’Inferno e non ha maturato quella assolutamente incrollabile fede in se stesso che si vede in certi esempi di vita, persone che eccellono sicuramente, sempre e senza ombra di dubbio.

Liberarsi del ricordo dell’Inferno non è facile. Sapendo cosa è stato per me non riesco e non voglio rifiutare persone che ancora lo vivono dentro di loro. Non posso fare a meno di porgere la mano di aiuto a chi vive costantemente sull’orlo del baratro. L’empatia e la com-passione che provo, sono troppo forti.

Il compito difficile per me quindi non è sapere che valgo, non è credere in me stessa (e di conseguenza anche negli altri che mi accompagnano) ma farlo solidamente ogni giorno, ogni ora della mia esistenza.

Perché mi lascio mettere i piedi sulla testa ? Perché non mi ribello ? E chi dice che non lo faccia prima o poi ? Lo farò nel momento che riterrò giusto, quando non vedrò altre valide alternative. Perché in quel momento io devo essere disponibile ad una rottura totale e definitiva.

Nel loro modo “giusto” di comportarsi, per le persone che ritengono di amarsi veramente, potrei semplicemente far notare loro, che cercano semplicemente di evitare ogni sorta di attrito, evitano le discussioni, evitano di mettersi in gioco, evitano il diverso, evitano…..

ed evitando tutto questo la loro vita sembra condursi in perfetta armonia.

Già, come quella che vivevo io circa 10-12 anni fa.

Ma questa perfetta armonia, è un’Armonia solo apparente e prima o poi si spezza. Si spezza facilmente.

Basta un solo fatto negativo in più. Un’altra tragedia nella vita e scopri tutt’ad un tratto che non hai più niente, che non sei più niente, che non hai più nulla da perdere, che in fondo non vorresti nemmeno più esistere.

Vorrei semplicemente non avere continue crisi e ricadute, vorrei non continuare a rimettermi in discussione, ogni giorno. E’ faticoso da un lato e quindi molto stancante e dall’altro, a furia di dai, mina le mia sicurezza interiore rendendomi davvero insicura. Forse manca la Luce, non c’è Luce a sufficienza in certi momenti, il vedere chiara la strada aiuta molto. Sono gli amici, quelli veri, quelli che restano sempre e comunque e non ti abbandonano per giudicarti (te o la tua vita), i tuoi soldati leali, quelli che ti risollevano veramente e ti danno la forza di andare avanti.

A volte basta un niente e un amico lo incontri semplicemente andando al bar. Mi scuso se ho ferito qualcuno, se qualcuno si è sentito deriso da me, per quella spontanea e sincera dichiarazione di ammirazione nei miei confronti, ma sono talmente schiva ai complimenti che li rigetto rinnegando la persona che me li fa. Ma mi hanno fatto piacere e li tengo stretti nel mio cuore. Chiederò scusa alla prima occasione.

Ringrazio anche una donna, che dovrebbe essere mia rivale ma in fondo non lo è mai stata. E’ un po’ streghina e vive in modo semplice. Ma è una tipa in gamba e all’ultimo dell’anno mi è stata di grande aiuto. Le cose si sono messe in modo tale che hanno sortito l’effetto desiderato. Una certa persona è diventata consapevole di qualcosa anche se al momento non è ancora del tutto certo di che cosa…..Ti faccio tanti auguri a te e al tuo nuovo compagno, come ti ho detto guardando la foto: formate una gran bella coppia, sembrate due ragazzini….Fregatene di quello che dice la gente, che non si discosta dai propri limitati parametri per giudicare  quelle persone che invece hanno il coraggio di farlo….come noi.

Non esistono certezze nella vita, questo è per tutti. Come ho detto spesso: “Il mondo è un posto insicuro”.

Sono quei picchi che un tempo chiamavo le “montagne russe della vita”: una volta sù, forte e sicura di me, quasi euforica nel mio essere viva e poi di colpo giù, totalmente a terra, totalmente depressa, al punto di desiderare la morte come soluzione a tutti i problemi.

Il brutto è conviverci con quello che gli psicologi chiamano il male del secolo, la depressione. Una depressione che va e che viene, che segue movimenti alterni simili ad un Bioritmo regolato dalla Luna. Un continuo sù e giù, giù e sù. Chissà se è veramente depressione ?

Non può essere che sia semplicemente normale tutto questo ?

Che non sia un semplice effetto del vivere pienamente la propria vita, mettendosi in gioco ogni giorno ? O significa che la persona ha un problema grosso da risolvere ?

Ho provato per un periodo anche con gli psicofarmaci (ovviamente sotto controllo medico), ma poiché sono costretta a causa della mia invalidità ad assumere antidolorifici ogni giorno da più di 15 anni, qualcosa nel mio metabolismo non ha funzionato e ne ho guadagnato solo un aumento smisurato della pressione sanguigna, che è passata da un normalissimo 80/120 a un 160/200. Il che mi ha costretto subitamente a interrompere la cura se non volevo crepare d’infarto. Per ulteriori 6 mesi ho dovuto prendere dei regolatori per la pressione, per farla abbassare a livelli quasi normali. Purtroppo a causa di questo mio esperimento, la mia nuova “ipertensione” non se n’è più andata via e devo sempre tenere in casa un bottiglietta di gocce per tenerla sotto controllo.

Insomma cerchi di curare un acciacco e te ne pigli uno peggio proprio a causa dei farmaci.

Come quella volta, di un circa un paio di anni fa, che proprio mentre guidavo ed ero in auto da sola mi sono procurata spontaneamente e senza fare niente di eccezionale una quasi rottura del tendine carpale.

Sono corsa al pronto soccorso con la mano e l’avanbraccio destro tumefatto.  (…)

 

– segue –

©2010-2011DeFortisEmiliana

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