Pubblicato da: M.E. | 11 gennaio 2011

Il sistema dei personaggi

Affronteremo ora il sistema dei personaggi di un racconto o di un romanzo e riassumeremo in poche parole quello che abbiamo imparato fino ad ora.

 

IL SISTEMA DEI PERSONAGGI, si suddivide in:

  1. CARATTERISTICHE
  2. RUOLO
  3. IL PUNTO DI VISTA
  4. MODALITA’ DI PRESENTAZIONE.

Riepilogando: possiamo avere il romanzo autodiegetico (per esempio un romanzo autobiografico, nel quale il narratore si esprime in 1a persona); potremmo avere il racconto extradiegetico (che invece è scritto in 3a persona) oppure quello omodiegetico (nel quale il narratore non è il protagonista, ma fa parte della storia).

 

Ciascuno dei partecipanti a questo punto ha scelto un libro. Un libro che ha particolarmente segnato un momento della sua vita. Un libro preferito, dal quale si sente in qualche modo particolarmente rappresentato/a o che esprime un suo desiderio ardente.

Edo scelse “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, dal quale è stato tratto il famosissimo fil con Jack Nicholson. Il personaggio da lui scelto fu quello dell’indiano sordo-muto. Il carattere di questo personaggio a me fece tornare in mente il gigante buono del “Il Miglio Verde”, un altro film molto bello, per via della similitudine che in qualche modo ne uscì fuori durante il racconto dell’episodio del lavandino usato come ariete per rompere il suo guscio personale.

Regina invece scelse ben tre libri: a) L’amoroso di Lolly Willowis

b) Il Diario di Eva di Mark Twain e c) Il memoriale dal Convento di Jose’ Saramago. Ed iniziò a raccontarci di Blimonda e di “Sette Lune” Balthazar che era privo della mano sinistra.

Luciano invece ha scelto due libri: La Capanna dello zio Tom, perché ama molto il personaggio dello zio Tom per la sua forza d’animo, per le sue ali di libertà, per la capacità di sopportazione, la sua resistenza di lunga durata. Il secondo libro è stato “Il Cacciatore di Aquiloni” perché ambientato in Tunisia, con la quale ha un legame particolare.

Sarah invece (che non so perché, ma dentro di me l’ho chiamata Ester in quel momento) ha scelto il libro di Oscar Wilde intitolato “Il ritratto di Dorian Grey” per la bellezza intrinseca, a contrasto con il personaggio di Henry, pigmalione estremo. Dorian vive la vita come un romanzo, è un animo innocente, aveva vent’anni quando gli fu fatto il ritratto. Amante del bello e del piacere della bellezza, si è perso la maturità, non ha preso consapevolezza.

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