Pubblicato da: M.E. | 21 agosto 2011

La musica in me (poesia)

La musica in me

Misteriosa cammini

Nell’oscura caverna

Mentre le campane suonano a morte

E i rintocchi riecheggiano

Fino alle cime delle montagne

Del Tibet.

Senza suono rimango,

senza espressione,

mentre guardo i tuoi occhi, così penetranti,

cade il velo della menzogna.

Freno la corsa,

passeggiando sull’erba

vedo uccelli che

uno dopo l’altro prendono il volo.

Resto lì, aperto, attento e

Curioso nei confronti della vita.

Sperimento la gioia

Sotto lo scroscio della pioggia che mi lava

E gioco come un bambino.

©Emiliana De Fortis – Nov. 2000

Nota : Ricordo di una vita precedente in Tibet, durante la quale si vede come un bambino che vive in un monastero,

rievocata indirettamente durante una seduta di musicoterapica di gruppo. Ecco perché il soggetto cambia, da donna in un bambino.

Der Klang in mir

Mysteriös läufst du

In die dunkle Höhle,

während die Totenglöckchen läuten,

und das Läuten widerhallt

bis zum Gipfel von Tibets Bergen.

Ich bleibe stumm, ausdruckslos,

während ich in deine Augen sehe,

die so durchdringend sind.

Der Schleier der Lügen fällt.

Ich bremse mein Rennen,

in Gras spazierend

sehe ich Vögel, die

einer nach dem anderen,

den Flug aufnehmen.

Ich bleibe dort, offen, achtsam

Und neugierig dem Leben gegenüber.

Ich erfahre die Freude

Unter dem Prasseln des Regens,

der mich wäscht,

und spiele wie ein Kind.

 Tradotta da Emiliana De Fortis
 
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