Pubblicato da: M.E. | 25 settembre 2012

Ricordiamocelo quando dobbiamo scrivere una biografia !

Ho trovato questo interessante, e curioso insieme, articolo online.  Per questo (?)  gli scrittori girano sempre con un quadernetto degli appunti in mano?  Per questo scrivono subito per fissare nella memoria qualcosa prima di perderlo ? Per non distorcerlo un domani ? Può darsi.

Comunque è vero, ho dovuto constatarlo ben più di una volta. Tanto più si riporta alla memoria qualcosa, tanto più si arricchisce di dettagli. Pensavo fosse solo un sistema per ricordare meglio una cosa, credevo perciò di ricordare meglio e non peggio.

Anche se a volte diffidavo della mia memoria e preferivo andare a verificare alcune cose nei documenti ufficiali, mi rendevo conto così che memoriaspesso infatti le date non coincidevano e mancavano particolari importanti che davano alla storia tutto un’altro significato.

Pertanto come regola generale direi: se tendete a scrivere storie vere e biografie, qualcosa che ha a che fare con la storia (eventi, fatti, episodi realmente accaduti) e non volete solo scrivere dei fantasy (non inteso come genere, ma come qualcosa interamente tratto dalla propria fantasia) ma volete attenervi a quanto è veramente accaduto mentre ne eravate personali testimoni o vi è stato raccontato di persona, se non avete un registratore a portata di mano, estraete immediatamente il vostro quadernetto degli appunti e scrivete !  Se poi passa un po’ di tempo, non ve lo ricordate più oppure è già diventato un “fantasy”, appunto.

© Emiliana De Fortis

La memoria distorce i ricordi : come nel telefono senza fili

Il cervello distorce i ricordi ogni volta che li richiama, e man man che il tempo passa e che il ricordo viene riportato alla mente più volte, la distorsione aumenta perché la memoria va a basarsi non sull’evento accaduto, ma su quello che si è ricordato l’ultima volta. Come in una sorta di gioco del telefono senza fili: con il risultato che, alla fine, il ricordo contiene molte imprecisioni rispetto a ciò che davvero accadde. È quanto spiegano in uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience un gruppo di ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicinguidati da Donna Bridge, secondo cui già la seconda volta che ricordiamo un evento non ricordiamo l’evento stesso, ma la distorsione dovuta alla prima volta che il ricordo è stato richiamato alla mente.

E così ogni volta che si prova a ricordare un certo avvenimento si ricorda non l’evento originale, ma quello che si ricordava la volta precedente. Lo studio della Northwestern University è il primo a mostrare che la memoria funziona in questo modo: «Un ricordo non è semplicemente un’immagine prodotta viaggiando indietro nel tempo fino all’evento originale – spiega Bridge -. Può essere un’immagine distorta dalle precedenti volte in cui si è richiamata alla mente. La memoria di un evento può diventare via via meno precisa fino al punto di diventare totalmente scollata dalla realtà. Quando qualcuno – conclude Bridge – mi dice che è sicuro di ricordare esattamente il modo in cui è successo qualcosa, mi scappa da ridere».

di Miriam Cesta (24/09/2012) tratto da http://salute24.ilsole24ore.com/

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