Pubblicato da: M.E. | 14 ottobre 2012

Ricordi dell’aldilà

Sicuramente tutti avete letto l’articolo apparso sul Sole24ore che parla di :

«Una giornata nell’aldilà»,
chi è il neurochirurgo
che in coma è stato in Paradiso

“Ho visto nuvole bianche e rosa in un cielo blu scuro ed esseri scintillanti che lasciavano dietro di di sé una scia luminosa”. Da scettico e fedele alla scienza, Eben Alexande,  neurochirurgo americano e docente a Harvard, si è ritrovato a vivere un’esperienza dantesca che ha raccontato in un libro “Proof of Heaven” (La prova del Paradiso): aver visitato l’aldilà mentre era in coma per una meningite batterica. Una storia che il medico cinquantenne racconta a Newsweek e che inizia nel 2008 quando Alexander accusa un forte mal di testa: meningite batterica da Escherichia coli è la diagnosi dei medici Lynchburg General Hospital in Virginia dove viene ricoverato d’urgenza. Alexander entra in coma e comincia il viaggio.

“Nell’autunno del 2008, dopo sette giorni di coma durante i quali una parte del mio cervello, la neocorteccia, è stata inattiva, ho sperimentato qualcosa di così profondo che mi ha offerto una ragione scientifica per credere nella vita cosciente dopo la morte”.  Ed ecco nel racconto di Alexander cosa è accaduto dopo che in poche ore la corteccia, “la parte del cervello che controlla il pensiero e le emozioni, e che, in sostanza, ci rende umani, era fuori uso”, mentre il batterio E. coli “era penetrato nel mio liquido cerebrospinale e stava mangiando il mio cervello”. Il medico entra accompagnato da una ragazza bionda con gli occhi blu “in un mondo di nuvole bianche e rosa stagliate contro un cielo blu scuro come la notte” in cui “stormi di esseri luminosi che lasciavano dietro di sé una scia altrettanto lucente”. Vista e udito sembravano una cosa sola e mentre osservava questi voli e un canto melodioso Alexander giura di essere riuscito “a vedere la gioia e la perfezione di ciò che stavano cantando”. I messaggi che la donna gli comunica, racconta Alexander, non arrivavano con le parole, ma come un vento interiore: “Ti faremo vedere molte cose qui. Ma alla fine tornerai indietro”, dice la donna rassicurandolo. E ancora “tu sei amato e accudito”, “non c’è niente di cui avere paura”.

Una parte del viaggio lo porta a contatto con una sfera luminosa: “È stato come nascere in un mondo più grande e come se l’universo stesso fosse un gigantesco utero cosmico. La sfera mi guidava attraverso questo spazio sterminato” che Alexander ricorda completamente buio, ma in grado di provocare sensazioni piacevoli.

“Come neurochirurgo non credevo nelle esperienze premorte – racconta a Newsweek -. Sono cresciuto nel mondo scientifico, figlio di un neurochirurgo. Ho seguito il percorso di mio padre e sono diventato neurochirurgo accademico, avendo insegnato alla Harvard Medical School”.  E a riguardo delle esperienze pre-morte, quelle che gli americani chiamano Near Death Experience, afferma: “Ho sempre creduto ci fossero buone spiegazioni scientifiche per i viaggi celesti fuori dal corpo descritti da coloro che sono scampati alla morte”. Alexander, che afferma di essere cristiano più di nome che di fatto, ha così rivisto il suo giudizio: una dimensione diversa “esiste, è un mondo in cui noi siamo molto più che i nostri cervelli e corpi e in cui la morte non la fine della coscienza, ma piuttosto un capitolo di un vasto, incalcolabilmente positivo, viaggo”.

di Cosimo Colasanto (11/10/2012)

Mentre la collega Belinda Malaspina su Cronache laiche lo commenta sarcasticamente così :

La storia del neurochirurgo statunitense Eben Alexander sembra costruita ad hoc per un film cattostrappalacrime del medesimo filone delle apparizioni mariane, ma con una decisa virata al più attuale mondo new age. E invece è vera: o almeno così afferma lo stesso Alexander, ritornato alla vita dopo una settimana di coma con tanta voglia di raccontare quello che ha visto in quei giorni. Da scettico accademico di Harvard qual è, o meglio qual era, Alexander ha sempre brutalizzato – filosoficamente, s’intende – i racconti dei suoi pazienti, convinti di aver avuto quelle esperienze extracorporee note con l’acronimo di Nde, Near Death Experience: un avvicinamento ai foschi reami dell’aldilà insomma. Cose che farebbero scuotere la testa a qualsiasi neurochirurgo, Alexander compreso. Almeno fino a quando, nel 2008, il medico si sveglia con un apocalittico mal di testa, causato da una fulminante meningite batterica. Ricoverato d’urgenza in uno degli ospedali dove aveva lavorato, Alexander entra in un coma dal quale esce solo sette giorni dopo. Profondamente mutato. E racconta quello che ha visto mentre i dottori intorno a lui registravano la totale inattività della sua neocorteccia, ossia quella corposa parte del cervello – circa il 90 per cento – dove si pensa risiedano le funzioni di apprendimento, linguaggio e memoria. E qui non manca l’ingrediente “incredulo punito”: lo scettico professore è smentito dai fatti. O meglio: dalle visioni (che manco a dirlo racconta in un libro in uscita a fine ottobre. Ma questa è ben altra faccenda).

Cos’ha visto Alexander? Chi si aspetta qualcosa di straordinario è sulla cattiva strada. Alexander ha visto quello che immaginano e forse anche vedono mistici, scrittori, poeti e profeti di tutto l’orbe terracqueo da millenni a questa parte: una bella ragazza bionda con gli occhi azzurri che lo guida nell’aldilà, un giardino meraviglioso pieno di farfalle variopinte, una schiera di creature soprannaturali che intonano sublimi canti, una sinestesia di percezioni da fare invidia a Baudelaire. Ma con un salto nell’attualità e nelle tematiche della società contemporanea.
Il mondo dell’aldilà, afferma Alexander che al suo universo ha affibbiato il fantasioso nome di “paradiso”, gli è sembrato «un gigantesco utero cosmico». E in definitiva, asserisce convinto il neurochirurgo, «ciò che mi è capitato è reale quanto e più dei fatti più importanti della mia vita, come il mio matrimonio o la nascita dei miei due figli». Ecco l’altro ingrediente fondamentale: la solita storia di uteri e famiglie, l’antico accostamento, che forse un neurochirurgo non coglie altrettanto bene di uno psicoterapeuta, tra ciò che interessa ad Alexander e ciò che egli crede di vedere, proiettando la sua personale sacralizzazione del grembo materno in una dimensione assoluta. Con buona pace di Freud che sull’argomento onirico ha scritto, si spera non invano, un volumone di casi e relative possibili interpretazioni, Alexander non aggiunge niente al repertorio. Specie a quello dei visionari cattolici. Mai che un veggente, ad esempio, esperisca un aldilà nel quale un Dio finalmente benevolo sorrida all’autodeterminazione, alle nozze per tutti, alla sofferenza di chi deve abortire. Già: perché peccatrici e peccatori semmai sono all’inferno. Che cosa invece ci faccia un uomo vivo, in coma, in paradiso, questa è una questione che lo scaltro Alexander sorvola. D’altra parte è cosa nota: nessun feuilleton che si rispetti fa vanto di coerenza.

Belinda Malaspina

Leggere questi due articoli mi spinge a voler sapere qualcosa di più sul personaggio :  Eben Alexander….

Il neurochirurgo sembrerebbe credibile se non fosse per il fatto che ha messo in vendita un libro che riguarda guarda caso la vita dopo la morte….e che si presume riuscirà a fargli guadagnare un mucchio di soldi.

In effetti, la faccia da furbetto ce l’ha….ma questo non significa che tutto quello che viene raccontato sull’argomento sia falso.  I ricordi sbiadiscono nel tempo fino a scomparire, se non li si fissa da qualche parte e forse è proprio questa paura che spinse  Alexander a scrivere un libro;  per non dimenticare mai.

Ma andiamo avanti sull’argomento visto che ho trovato il link per l’articolo integrale del Newsweek :

– L’ARTICOLO INTEGRALE: IL PARADISO ESISTE
Eben Alexander per “Newsweek” – http://bit.ly/PTpBD6

Il libro “Proof of Heaven: A Neurosurgeon’s Journey into the Afterlif” di Eben Alexander, M.D. sarà pubblicato da Simon & Schuster, Inc. il 23 ottobre 2012

EBEN ALEXANDEREBEN ALEXANDER
2- DIO ESISTE (MA “NEWSWEEK” NON STA MOLTO BENE)
DAGOREPORT

Il dottor Eben Alexander ha avuto una visione del mondo puramente scientifica finché – come lui racconta – un bel giorno è finito in paradiso. Cristiano non praticante, neurochirurgo ad Harvard e figlio di neurochirurgo, Alexander ha raccontato su un lungo articolo di copertina di “Newsweek” la sua esperienza: dopo aver contratto una rara forma di meningite batterica, è finito in coma per 7 giorni. Quel particolare tipo di coma “ha spento la parte umana del mio cervello, la neocorteccia. I batteri dell’E.coli erano entrati nel mio fluido cerebrospinale e stavano mangiando il mio cervello.

EBEN ALEXANDER - LA PROVA DEL PARADISOEBEN ALEXANDER – LA PROVA DEL PARADISO

L’esperienza che ho vissuto è stata così profonda che mi ha dato una ragione scientifica per credere che esista una coscienza dopo la morte. In quei giorni ho visitato un regno fatto di nuvole, entità superiori, mentre un vento divino mi diceva che ero amato e adorato, per sempre. Un lunghissimo viaggio, incalcolabilmente positivo”.

Fino a quel momento, Alexander ha ammesso di invidiare “quelli che credevano ci fosse un dio da qualche parte che ci amava in modo incondizionato”. E dava sempre qualche spiegazione scientifica (mancanza di ossigeno al cervello, deliri farmacologici, allucinazioni auto-indotte) ai racconti dall’aldilà che molti pazienti portavano con sé dopo esperienze di traumi cerebrali.

COPERTINA DI NEWSWEEK IL PARADISO è REALECOPERTINA DI NEWSWEEK IL PARADISO è REALE

Secondo lui, però, il suo caso è unico al mondo. “Per quanto ne sappia, nessuno ha mai visitato questa dimensione parallela (a) mentre la sua corteccia era completamente ‘disattivata’, e (b) mentre il suo corpo era sottoposto ad attenta osservazione clinica, come il mio lo è stato durante i sette giorni di coma. Di solito, per spiegare i racconti di esperienze ai confini della morte (o ‘esperienze pre-morte’), si dice che questi momenti sono i risultati di minimi, temporanei o parziali malfunzionamenti della corteccia.

La mia esperienza, invece, è avvenuta non durante un malfunzionamento, ma quando la mia corteccia era totalmente disattivata. Come dimostrano la durata e la gravità della mia meningite, e il totale coinvolgimento della corteccia documentato da Tac ed esami neurologico. Secondo la teoria scientifica attuale, in nessun caso avrei potuto essere anche minimamente cosciente nello stato in cui ero, figuriamoci se avessi potuto compiere un’odissea incredibilmente vivida e coerente come quella che ho vissuto”.

DIO ESISTE?DIO ESISTE?

Oggi, quando incontra i suoi colleghi medici, riceve molti sguardi di “educata incredulità”, e si trova più a suo agio in chiesa, dove “vede tutto con occhi nuovi, sentendo di nuovo l’amore universale del suo viaggio attraverso le finestre di vetro colorato, le note basse dell’organo, i dipinti di Gesù”. E chiama a raccolta gli altri scienziati per “dipingere una nuova immagine della realtà, che è un universo in evoluzione e multidimensionale, con al centro un Dio onnisciente”.

Nella comunità scientifica, non mancano le critiche all’articolo di Alexander, che racconta di aver “volato su ali di farfalla”, e ha una storia molto simile a quelle delle altre persone che lo hanno preceduto in esperienze ‘ai confini dell’aldilà’. Per alcuni colleghi, il fatto che si tratti di un rispettato neurochirurgo, e non di una vecchietta impressionabile, non fa molta differenza.

IL PARADISO ESISTE?IL PARADISO ESISTE?

Anche lui, come tutti noi, è condizionato involontariamente dall’immagine del paradiso che ci è stata dipinta da libri, quadri, immagini televisione, catechismi, musica sacra e profana. Un’iconografia che si avvicina a quella dei trip descritti da chi negli anni ’70 ci andava giù pesante con gli acidi, fatta di nuvole, animali celestiali, voci soavi e luci divine. Il suo sostenere di essere “un caso unico al mondo”, inoltre, è la premessa di molti ciarlatani che sfruttano la disponibilità delle persone a credere che ci sia qualcosa dopo la vita terrena.

Anche “Newsweek” è stato attaccato, per questa e per altre copertine. Oltre a essere a un passo dal fallimento (il passaggio dall’edizione cartacea a una solo online non è più una questione di “se” ma di “quando”, a detta dello stesso editore Barry Diller), il settimanale è caduto più volte in passi falsi giornalistici negli ultimi mesi. Articoli su Obama con citazioni completamente sbagliate (tanto che Paul Krugman ha definito la rivista “unethical” – http://nyti.ms/PTzdhm ), storie riciclate, copertine sulla rabbia islamica spernacchiati su Twitter.

IL PARADISO ESISTE?IL PARADISO ESISTE?

Secondo alcuni, Tina Brown sta usando tutti i metodi possibili per vendere copie e non essere ricordata come la direttrice che ha affondato la storica testata, fino a pubblicare storie sensazionalistiche più adatte a mensili cattolici che a quella che fu la corazzata liberal e impegnata degli Stati Uniti (soprattutto a un mese dalle elezioni presidenziali).

Il libro di Alexander in cui descrive nei dettagli la sua esperienza uscirà tra due settimane in America, e aprirà un dibattito infinito. Che alla fine probabilmente non sposterà di molto le convinzioni, tra chi crede nell’aldilà e chi nega che possa esistere una coscienza di sé dopo la morte.

DIO NEL CERVELLO

tratto da

E per ultimo ecco il video in lingua originale: Intervista a dr Eben Alexander

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