Pubblicato da: M.E. | 2 novembre 2013

La creatività nella vita quotidiana

di Tommaso Bavaro, tratto dal libro “Scrittura creativa, tutte le tecniche della narrazione”. (pubblicato nel 1995)

La creatività nella vita quotidiana

La creatività è una disposizione essenziale della mente umana; definirla riesce difficile poiché è la risultante di altre numerose ed essenziali facoltà. Comunemente la creatività viene associata agli aspetti più elevati dell’espressione umana, cioè a opere originalissime o a uomini geniali che hanno visto l’affermazione e il riconoscimento sociale o storico delle loro realizzazioni in campo culturale, artistico, scientifico. Questa idea è certamente fondata, ma quantitativamente rappresenta solo una esigua parte della creatività intesa come potenzialità espressiva comune a tutti gli esseri umani.

Ogni uomo infatti deve affrontare quotidianamente un congruo numero di problemi in forme sempre nuove e diverse da persona a persona. Le situazioni della vita assumono infinite e spesso imprevedibili articolazioni che richiedono risposte sempre nuove perché possano essere efficaci. Ed è proprio a questo primo livello che si esprime la creatività dell’individuo, intesa come capacità di elaborare soluzioni inedite a problemi piccoli o grandi della sua vita quotidiana.

La creatività è quindi prerogativa di ogni uomo. Si esprime in qualsiasi ambito, da quello spicciolo e quotidiano in risultati concreti e immediati, alle forme complesse ed evolute nelle realizzazioni più raffinate e sofisticate.

(…) La nostra cultura e la scuola in particolare hanno quasi sempre operato per inibire piuttosto che sviluppare le capacità creative dell’individuo nell’età evolutiva. Basti semplicemente osservare il comportamento creativo dei bambini o degli adolescenti e metterlo a confronto con l’individuo “maturo” e con il suo consolidato conformismo.

Certo, le esigenze dell’integrazione sociale spesso impongono di abbandonare atteggiamenti e comportamenti “inconsueti” o originali, in quanto conformarsi a precostituite norme è indispensabile per vivere in comunità. Ma questa esigenza ha più spesso schiacciato la vitale e fertile predisposizione del bambino alla creatività. Lo sviluppo psicologico si raggiunge a fatica attraverso gli anni proprio operando sulla fluidità ed elasticità della mente. Un bambino infatti tende istintivamente a dare agli oggetti o ai concetti significati, ordine e funzioni arbitrarie, sotto la spinta di propri impulsi o visioni fantastiche. L’immagine del mondo che così egli crea difficilmente coincide con le necessità della realtà; questa deve essere comunque compresa ed assimilata nel suo ordine e nella sua struttura oggettiva per consentire l’orientamento del bambino nel mondo; solo così egli potrà raggiungere l’autonomia psicologica e materiale.

Ma in questo imporre a bambini e ragazzi gli schemi logici della realtà si reprimono contemporaneamente i naturali impulsi alla creatività, cioè a momenti di libera e originale composizione degli elementi acquisiti dall’esperienza. E’ risaputo che i bambini e i giovani hanno una fantasia superiore agli adulti; questi ultimi infatti, nella necessità di far fronte alla realtà, in genere reprimono ogni naturale “tentazione” di uscire da schemi precostituiti nel modo di pensare o di agire. Ed è un peccato, poiché così si priva l’individuo della vitale capacità umana rappresentata dalla creatività.

Questa infatti può esserci d’aiuto in ogni circostanza, come si è detto; dalla risoluzione delle forme sempre nuove con cui si presentano i problemi quotidiani, fino ai guizzi creativi che da sempre consentono in ogni ambito professionale di dare soluzioni originali a problemi scientifici, sociali o estetici, come avviene nelle opere d’arte di ogni genere.

Ma la prima forma di inibizione creativa si verifica, come si diceva, proprio nella scuola **, che ha quasi sempre mantenuto il ruolo di tramandare le conoscenze e solo raramente quello di elaborarne di nuove o di favorire lo sviluppo di atteggiamenti creativi negli studenti grandi o piccoli. Spesso si censura la creatività come originalità o anticonformismo, anche quando non rappresenta nessun ostacolo all’integrazione nella realtà. Si deve dar ragione a chi ritiene che la creatività evochi una sensazione di paura negli altri, in quanto si teme che vengano messe in discussione tranquillizzanti certezze o sconvolti abitudinari ma rassicuranti modi di vita.***

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Responses

  1. **ndr: io non sono proprio d’accordo con questa affermazione, anche perché ho la prova dell’esatto contrario, almeno per quanto riguarda quello che avviene di solito in scuole materne e scuole elementari, la creatività dei bambini mi sembra che venga abbastanza incentivata. La cosa si perde invece andando avanti con gli studi, in particolare verso la maturità tecnica. Secondo me la forma peggiore di pressione in questo senso il giovane la sente proprio in famiglia e con le persone con il quale ha più spesso rapporti, a meno che non provenga già da una famiglia che abbia una prevalente componente artistica e creativa. La scuola in quei casi non riesce a contrastare queste influenze neanche in presenza di un evidente talento. A mio parere questo spesso si trasforma in un “talento malato”, che non riuscirà mai ad esprimersi pienamente o lo farà con enormi sensi di colpa.


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