Pubblicato da: M.E. | 20 agosto 2012

IL NUOVO FORUM

Questo Blog – a detta della ex-autrice, cioè io – fa un po’ schifo.  Verrà ripreso e rimaneggiato più avanti, prima devo studiare, traslocare, partire per l’Inghilterra a studiare l’inglese, aprire un’azienda, dare l’avvio ad una associazione e forse anche sposarmi. Quando tornerò ed avrò finito di danzare come una Mariposa impazzita forse gli dedicherò del tempo….forse. Un arrivederci a presto a tutti i miei lettori.

Rieccomi qua! Come mi era stato consigliato fin dall’inizio questo Blog verrà spaccato in 2:  

  1. La parte che riguarda me, le mie opere personali (poesie, racconti e quant’altro) con un collegamento al mio sito di musica e a agli articoli che ho scritto o scriverò per il Press “La Voce del Cambiamento”, il mio curriculum e così via.
  2. Questo sito invece verrà dedicato esclusivamente alla Fondazione EDF® e alle sue attività. Argomento principale di questo sito è proprio la Creatività in tutte le sue forme. Per questo motivo era stato aperto un forum, per esprimerne almeno una: la scrittura creativa.

LIVE YOUR CREATIVITY – FORUM

il link ora si trova anche qui !

Agosto 2012 – Come avrete già notato ho aperto un nuovo Forum, sempre con lo stesso gestore e sempre con lo stesso nome, visto che – causa non uso – lo hanno chiuso senza neanche avvertirci. Essendo comunque quasi vuoto (privo di interventi di una certa importanza) poco importava…

Ora ritentiamo…con l’intento di gestirlo con più assiduità e regolarità, e contando sulla vostra attiva partecipazione !!!

Vi ho clonato qui la prima pagina tanto perché ve ne facciate già un’idea, vi allego poi sotto l’immagine, che vedrete  dopo che vi sarete  linkati  (si dice così nooooo?!), delle sue sezioni. Per vederla cliccate sul link che segue: sezioni del Forum  (sì, lo so ora è un po’ diversa ma era solo per farvi un’idea)  e Vi indico anche come si fa ad ISCRIVERSI ! naturalmente !

Allora…. Come ci si iscrive al Forum ?  Bella domanda.

Diamo per scontato che siete già registrati in WordPress vero ? Una volta che siete entrati in questo sito, utilizzate il link del titolo qui sopra, c’è la schermata  LIVE YOUR CREATIVITY – FORUM (http://liveyourcreativity.forumfree.it/), attraverso la quale si accede alla sezione del Forum intitolata :

 » sezione forum aperto a tutti (link)

Bene, entrate poi direttamente da lì, visto che le altre sezioni sono specificatamente dedicate ad altri argomenti.

Non ve lo permette ? Eh no, perché vi siete dimenticati di iscrivervi !

Il link Iscrizioni  non è riferito alle nuove iscrizioni utente ma agli inserimenti (secondo me hanno sbagliato a tradurre dall’inglese…) e quindi ai messaggi o topic già inseriti.

Utenti Questo è invece il vero link verso gli UTENTI, nel quale puoi vedere chi si è già iscritto al Forum.

Che cosa è un FORUM ? Ed in particolare questo Forum ?

(ve lo dirò la prossima volta, ora vado a nanna…wuawnnn…che sonno !)

Rieccomi…. dove eravamo rimasti ? Ah, sì che cosa è un FORUM ? Cosa è un forum ve lo spiega meglio di me l’esperto proprio qua sotto, io invece volevo legare indissolubilmente le due cose cioè :  FONDAZIONE EMILIANA DE FORTIS (rappresentato graficamente dal sito Emilianadefortis’s Blog)  e FORUM LIVE YOUR CREATIVITY.

Forum (Internet)

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. ;o)

La parola latina forum (plurale, in latinofora) è utilizzata in italiano per indicare l’insieme delle sezioni di discussione in una piattaforma informatica, o una singola sezione, oppure lo stesso software utilizzato per fornire questa struttura (detto anche “board”).

Una comunità virtuale si sviluppa spesso intorno ai forum, nel quale scrivono utenti abituali con interessi comuni. I forum vengono utilizzati anche come strumento di assistenza online e all’interno di aziende per mettere in comunicazione i dipendenti e permettere loro di reperire informazioni.

Ci si riferisce comunemente ai forum anche con termini e locuzioni in lingua inglese come: boardmessage boardbulletin board oppure “gruppi di discussione”, “bacheche” e altri.

Molti forum richiedono la registrazione dell’utente prima di poter inviare messaggi e in alcuni casi anche per poterli leggere. Diversamente dalla chat, che è uno strumento di comunicazione sincrono, ovvero nel quale la comunicazione avviene nello stesso momento, il forum è asincrono, in quanto la scrittura e la risposta può avvenire in momenti diversi.

Per il resto ….andatevelo a vedere sul forum stesso. Grazie ;o)

Congratulazioni  per aver ottenuto il gradimento 10  totale sul blog di Emilianadefortis  !

Grazie mille a tutti

Scusate, devo aggiungere un’altra piccola avvertenza: che troverete anche all’interno del Forum nella sezione Generale, sotto Guida a Forum Free in pdf.

1.1 REGISTRAZIONE AL CIRCUITO
Per registrarsi al circuito andate alla seguente pagina: http://www.forumcommunity.net/ e compilate il modulo di registrazione accettando i termini e le condizioni e acconsentendo (se volete) al trattamento dei dati per l’invio di comunicazioni commerciali:
Al termine della registrazione dovrete confermare il vostro profilo cliccando sul link di conferma che vi verrà inviato all’indirizzo e-mail specificato durante la registrazione.
L’account appena creato diventerà il vostro profilo virtuale, con il quale potrete navigare in tutti i forum del circuito e crearne di nuovi.

Ovviamente un profilo su Forumcommunity non può essere usato su Forumfree e viceversa. La scelta del circuito è assolutamente arbitraria, visto che le funzioni e le opzioni messe a disposizione sono le stesse su entrambi i circuiti.
Dall’homepage si può avere una panoramica dei forum frequentati/fondati /amministrati e moderati.
Di particolare interesse è la funzione sito di registrazione che consente di cambiare il forum al quale risulteremo registrati.
Molti utenti infatti si registrano direttamente all’interno di un forum e non dalla homepage del circuito. In questo caso viene automaticamente impostato, come sito di registrazione, il forum nel quale è avvenuta la registrazione dell’account. Può capitare poi, però, di entrare a far parte di un nuovo forum, dopo essersi già registrati sull’altro, e voler cambiare il proprio sito di registrazione in modo da diventare ufficialmente un utente iscritto nella nuova comunità:
Forumcommunity (o Forumfree) ci consente, quindi, di cambiare il forum di registrazione, usando la funzione sito di registrazione:
basta inserire l’ID del nuovo forum (numero presente nell’indirizzo dopo &cid=) o direttamente il dominio nell’apposito spazio e cliccare sul pulsante Cambia.
Tutto chiaro ?  Un caro saluto da Emy

motori di ricerca italiani             emilianadefortis.wordpress.com

Votaci! Dai la tua preferenza a Emiliana De Fortis’Blog !

 

Annunci
Pubblicato da: M.E. | 22 agosto 2011

UNA DEA DENTRO DI ME

C’è una Dea dentro di me. C’è una Dea in ogni donna che ascolta la sua Voce interiore, il suo Io più vero. In ogni donna c’è una Mariposa che la fa danzare. La Dea che opera dentro di me è la Dea del Cambiamento. Le Dee che siamo, non le scegliamo, lo siamo nostro malgrado. Sono la nostra natura più profonda, la nostra verità cosmica.

Io sono come un vento che soffia, ed ho imparato con gli anni a fare in modo che gli altri quasi non si accorgano di me. Ho capito che a volte è meglio non essere dei tifoni ma (che conviene) soffiare dolcemente come una brezza leggera.

Non perché (gli altri) se lo meritino, ma perché il cambiamento è tanto più efficace e duraturo nel tempo quanto più sembra essere invisibile.

Il Cambiamento non si può fermare, muove tutte le cose create da Dio. Il Cambiamento è il movimento impresso da Dio a tutte le cose ed è inarrestabile.

Le mie idee, quelle più importanti ed intuitive per lo meno, sono diventate le idee di tutti. Perché ? Quando succede questo ?

Succede quando un’idea piace o viene trovata bella. Silenziosamente si diffonde, a macchia d’olio, e dopo vent’anni ti rendi conto che la tua idea non è più tua, ma di tutti. Succede per tutte le cose che vengono direttamente dal Creatore, come l’arte e la musica.

Più di vent’anni fa predicavo il desiderio di un mondo eco-compatibile, eco-sostenibile. Mi rimproveravano di essere troppo idealista, utopica quasi. Mi sono accorta infatti, che ogni volta che butto fuori il mio pensiero più vero, ecco che la gente mi vede come una specie di Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento. Eppure…. ci stiamo arrivando, mi sembra. Se non altro l’idea, che sembrava solo una mia idea bislacca è ora un’idea condivisa da molti, un desiderio che parte dal cuore. Se non fosse che io quel mondo l’ho visto, sì l’ho visto proprio con questi miei occhi: nei progetti di Dio, questo mondo esiste già. Noi ci arriveremo.

Essere Dea, nel significato profondo della parola non significa volersi sostituire a Dio, non vuol dire sentirsi onnipotenti (anche se in effetti a volte porta a questa sensazione un po’ troppo frizzante) e avere il diritto di fare tutto quello che si vuole. Essere Dea significa sentire il legame con il Tutto, sapere di avere un ruolo preciso negli ingranaggi dell’Universo. E’ un’ idea che va avanti a dispetto di quello che dice la gente, è un progetto su di te che salta fuori regolarmente, è un qualcosa che più tu lo soffochi durante la tua esistenza più esso sente l’urgenza di esistere, se non lo ascolti avverti un grande malessere e ti senti infelice senza sapere perché.

Solo il cielo avrò sopra di me – Ricomincio da qui ” sono le parole di una canzone che danno un senso a tutto questo. Oltre alla Dea del Cambiamento dentro di me c’è anche quella che viene definita la Sibilla o Colei che vede. Sono una donna dagli occhi grandi, ma se anche fossi cieca questo non cambierebbe nulla, vedrei lo stesso quello che vedo.

Un’altra idea che ho diffuso è la mia poesia, la mia teoria del Sole e della Luna, in qualche modo anche legato al mondo degli oroscopi e dell’esoterismo (vedi i popoli Maia) ma che è legato al dualismo presente nell’Universo e al posto che hanno l’Uomo e la Donna nel mondo. Di quanto il miracolo dell’amore sia legato al fenomeno dell’eclissi, l’unico momento in cui il Sole e la Luna diventano Uno. Nessuno pensa a quanto di miracoloso ci possa essere nella nascita di un bambino. Un rapporto sessuale non dà per scontato (non rende automatico) il fatto che un uomo e una donna creino un bambino. Lo sanno tutte quelle coppie che faticano ad averne uno, che sperano giorno dopo giorno che questo miracolo avvenga. Per alcuni invece questo succede anche troppo spontaneamente, pur non essendo ne’ voluto ne’ cercato . Questo perché ?

Vedere è importante, ma non è il senso più importante che abbiamo. Amplificare la capacità di percepire è una cosa che possiamo fare tutti. E non necessariamente c’è bisogno di fare uso di droghe per riuscirci, anche se fin dai tempi dei primi sciamani si applica proprio questo “forzante” per indurre una capacità di visione maggiore.

In passato lo ammetto, proprio intorno ai 17 anni, ho fatto uso massiccio di psicotropi, in particolare hashish, marijuana, acidi e anfetamine. La droga mi serviva per conoscere me stessa, per misurare i miei limiti, che non conoscevo. Spingevo ogni volta un pochino più in là, perché volevo vedere la morte in faccia. Per conoscere la vita infatti devi incontrarti almeno una volta con la morte. Ma voi non fatelo, perché ci è mancato poco infatti che io non tornassi più da uno di questi viaggi. Ed avevo solo 19 anni. Età in cui ho deciso di smettere, di non farne più uso.

Ora ho 49 anni, sono passati 30 anni da allora. Nel frattempo sono rimasta completamente astemia, ho smesso di fumare e cerco di nutrirmi con cose buone che fanno bene alla salute. Porto a spasso il cane da una a tre volte al giorno e quindi cammino molto. Ogni tanto vado a nuotare e mi faccio una decina di vasche prima di mettermi a crogiolarmi al sole. Insomma anche se non sono una salutista, diciamo che faccio del mio meglio.

Il motto “mens sana in corpore sano” mette in risalto che come prima cosa bisogna curare la propria mente (forse è meglio dire la propria anima a cui è strettamente collegata) e che se poi questa “mens” sanata, si trova in un corpo sano, questo è il massimo della salute.

Come mi sono accorta di avere questa Dea dentro di me ? A dire il vero mi capita di accorgermene ancora oggi e ancora mi sorprende molto. Produce effetti che non sono quantificabili all’istante. E’ come la marea che provoca onde visibili dalla spiaggia al mattino o alla sera.

Questi effetti esistono semplicemente perché TU esisti. E’ qualcosa che interagisce con il Tutto e crea situazioni che a volte sembrano particolarmente penose e difficili, ma che in realtà servono proprio per creare quel Cambiamento di cui c’è bisogno.

Chi in passato mi ha “vista” veramente, conoscendomi profondamente, oltre la facciata della semplice “conoscenza” si è reso/a conto di questo. Spesso ne ha sentito la forza. E’ come un movimento che abbraccia tutto e che spinge in avanti. Non sempre viene compreso da chi mi sta vicino. Molte volte questo mio essere fa paura, spaventa. E questa ribellione viene contro di me, provocando eventi che sembrano danneggiarmi, che mi fanno del male. Sì, è vero. Non ho avuto una vita facile. Anzi posso dire di aver sofferto molto. Ma la consapevolezza della presenza di questa Dea e soprattutto l’amore di Dio mi hanno permesso di andare avanti nonostante tutto. E riesco ancora a gioire, ad essere felice di niente. Riesco ancora a trasmettere questa mia Luce agli altri. Il coraggio non è smettere di avere paura, è andare avanti nonostante la paura.

Se vi racconto queste cose non è per vantarmi di me stessa, non me ne importa proprio niente. Non ritengo di essere proprio niente di speciale, pur essendolo in qualche modo. Questo pensiero forse appaga in parte il mio egocentrismo: il fatto di sentirmi qualche volta apprezzata da qualcuno. Ma succede di rado, non è sufficiente quindi a provocare in me una sorta di divismo.

Ho incontrato donne esageratamente “divine” nel loro modo di comportarsi pur essendo dei veri e propri ranocchi al mio confronto. Le dee a cui mi riferisco però non sono queste. L’eccesso di sicurezza in se stesse, l’arroganza non sono da confondere con la naturale maestà della persona.

Si può essere apparentemente insicure ed aver bisogno di frequentare corsi per rafforzare la propria autostima, ma avere comunque una Dea molto forte dentro di sé.

Ecco io sono in quella fase. Sto scoprendo la Dea dentro di me. Quella Dea che ho in qualche modo sempre soffocato, ma che non ho mai lasciato morire completamente perché mi premeva.

Ecco, vorrei parlare proprio di questo ora. Ci sono donne che arrivano al punto da far morire la Dea che hanno dentro di loro. Le vedi. Sono spente, hanno lo sguardo triste, sono depresse, sono grigie. Hanno adattato la loro vita alle esigenze degli altri. Hanno soffocato loro stesse fino a smettere di respirare. Vivono in apnea costante. O meglio sopravvivono appena – appena.

Anche tenersi a galla. Galleggiare non è il massimo. Restare lì ad aspettare il momento buono, l’occasione più opportuna per farlo, per essere, per esistere. Ma attente, quel momento può non arrivare mai.

E tu ? Vuoi far parte di questo gruppo di donne spente ? O vuoi cominciare a fare qualcosa di buono per te stessa ?

Siamo noi le portatrici del cambiamento. Siamo noi le artefici di questo nuovo mondo. Esserci è importante. Esserci è vivere per davvero. Esserci è gioire. Esserci significa non sentirsi più infelici.

Cosa puoi fare per incominciare ? Comincia semplicemente ad ascoltarti di più. Passa più tempo da sola, prenditi degli spazi personali, che siano solo tuoi. Fai le cose che ti piace fare. Fai quello che più ti fa stare meglio.

Oppure fai quello che devi fare, ma fallo a modo tuo. Mettici la tua fantasia, la tua creatività. Per incominciare esci da sola, vai al parco, togliti le scarpe e cammina a piedi nudi sull’erba morbida, affonda le dita dei piedi nella madre terra e senti il legame che hai con essa. Lasciati baciare dai raggi del sole, fantastica sulle nuvole che vedi scorrere nel cielo, tocca le fronde di un albero e accarezzalo. Lascia uscire la tua parte selvatica, la fiera che vive dentro di te. Lasciala ruggire.

Questo è soltanto l’inizio.

E’ assolutamente normale che il tuo nuovo modo di essere possa sconcertare chi ti sta vicino e ti conosce da diverso tempo in modo molto diverso. Non temere, vai avanti. Pensa che il cambiamento che stai apportando farà bene anche a loro.

Qual’è il mio grado di consapevolezza ?  Potrei peccare di immodestia dicendovi quello che so. Ma se una cosa è reale, se è vera, perchè deve esserlo ? A volte le cose sono, semplicemente perchè sono e basta. No, non sono stata io a volerlo, anche se in realtà sì, l’ho voluto, altrimenti non sarei qui.

Ho scoperto che è vero che io avevo già completato il mio ciclo vitale, il mio karma e che quindi se volevo non ero tenuta a tornare qui.  Ho ricordi molto precisi dell’altra dimensione (in me quella porta è rimasta molto spesso aperta).

ok, premessa: Non cercate una macchina per il tempo e lo spazio, non la troverete.  Quell’affare, come si chiama, lo Stargate….ecco, sì, non esiste una porta che ci dà accesso agli altri mondi interiori, non è vero infatti che tutti indifferentemente possono andare oltre, con tanto di armi, macchine e tute spaziali. Anche se è vero che esistono luoghi con particolari condizioni. Vedi Fatima per esempio, vedi Mejugorie….cosa credete che siano ? Sono semplicemente dei portali. Ma senza la presenza delle persone adatte, questi portali non si aprono. Semplice.

(….) scritto in divenire  2011-2012©EmilianaDeFortis

La donna guerriera non teme il Male, non teme nulla!

E il grido esce dalla sua gola :  A Morte ! 

Continuate pure a pensare alle vostre piccolezze,

Beatevi della vostra ignoranza,

mentre altrove si decidono le sorti del mondo!

Promemoria Ora

Domani alle 10.00 – domenica alle 18.00


Luogo
Associazione Mana. Zambana Vecchia (TN)

via Mulino


Creato da

La Memoria dell’Anima                  50236_155600957796577_9137_n


Maggiori informazioni

Il laboratorio è aperto a chi ha già partecipato a La storia che c’è in te. In questa occasione l’attività sarà incentrata sulla creazione di un personaggio, definendone le caratteristiche fisiche, psicologiche, sociali e il ruolo all’interno della storia per sondare parti di noi che ancora non conosciamo, talenti e passioni che a volte non ascoltiamo. È un’esperienza che può aiutare a entrare in contatto con la propria creatività e con le energie potenziali che risiedono in ciascuno di noi al fine di migliorare il modo di rapportarci con noi stessi e con gli altri e creare uno stare nel mondo più vicino al proprio sentire.

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Renata D’Amico, renatadamico@interfree.it – http://renatadamico.interfree.it/

Pubblicato da: M.E. | 19 settembre 2010

Le Amiche (che vorresti portare con te).

Le vere amiche non si dimenticano. Durante il corso, forse per via dell’estremo grado di apertura e sincerità che si era creato fra le persone presenti e via via che passavano le ore,  accresceva la sensazione di trovarsi fra gente con le stesse affinità, con le quali stabilire un vero contatto umano; a Emy era tornata in mente Monika, la sua amica tedesca, originaria di Bonn ma residente da tanti anni a Monaco di Baviera.    E’ lì infatti che l’aveva conosciuta.

Emy stava cercando un secondo lavoro, per arrotondare il suo stipendio come impiegata part-time e trovare un modo per conoscere gente nuova facendo qualcosa che le piacesse e la divertisse. Le era capitato in mano un annuncio sul giornale locale sul quale veniva pubblicizzata la ricerca di nuove venditrici di prodotti cosmetici, un prodotto tipo Avon per intenderci, che tra l’altro le avrebbe dato modo di acquistare i prodotti per se stessa con un notevole sconto e di partecipare a convention in posti da favola fuori città, dove a metà della giornata capitava sempre di pranzare in un ottimo ristorante, totalmente a carico dell’azienda in questione.

Come primo incontro, prima ancora di iniziare a discutere sul tipo di lavoro da svolgere, Monika l’aveva iscritta a una convention fuori porta, che si teneva a circa cento chilometri da Monaco in un castello circondato da un meraviglioso parco nei pressi delle Alpi Bavaresi, non distante dai confini con l’Austria. Dopo essersi messe d’accordo per telefono, Emy si fece trovare sotto casa di Monica, che abitava in un appartamento al primo piano di un classico condominio completamente ricostruito dopo la guerra in una via relativamente centrale della città e  fecero il viaggio insieme con la sua vecchia Opel color carta da zucchero. Monika guidava sicura e veloce perchè erano già leggermente in ritardo.  Avrebbe poi scoperto nel tempo che era una cosa che detestava;  arrivare in ritardo oppure che la gente arrivasse in ritardo la mandava letteralmente in bestia.

La Convention si suddivise in quattro parti: dopo la presentazione del presidente ai nuovi arrivati, una breve relazione sui risultati ottenuti nelle vendite nell’ultimo periodo, alcuni appunti sulle tecniche di vendita in relazione ai nuovi prodotti da presentare alle proprie clienti, la nuova linea di profumi uomo e donna riferita al loro segno zodiacale e quindi alle loro caratteristiche caratteriali, la premiazione e l’avanzamento di carriera all’interno della scala gerarchica dei venditori più agguerriti. Tutto quell’ascoltare, un po’ stancante a dire il vero anche se il clima veniva tenuto il più frizzante e positivo possibile, sulla via del ritorno a casa,  probabilmente fece loro venire voglia di chiacchierare un po’. Emy incuriosita dalla sua compagna di viaggio aveva fatto iniziato a farle delle domande  andando un pochino più sul personale. Non si aspettava che lei si aprisse così tanto e che gradualmente entrasse in certi particolari della sua vita privata. Forse la vedeva vicina, forse mentre Emy la ascoltava, cercando di capire ciò che Monika le diceva, le rimandava qualcosa.

La rifletteva a parole, come fa uno specchio, senza aggiungere opinioni o meriti. Decifrava le sue emozioni e la rifletteva.

Si creò così una sorte di empatia involontaria. Ad un certo punto quindi, Monika di mise a piangere, toccata e commossa dal fatto di sentirsi ascoltata e compresa da Emy.

Fu così che iniziò la loro amicizia. Che durò piacevolmente diversi anni.

-.-

In questi due giorni, Emy ha conosciuto persone, donne fantastiche, che vorrebbe portare con sé nel suo cuore, con le quali ha molto in comune, se non altro per quanto riguarda il percorso spirituale che stanno facendo e l’amore per la scrittura.

Lei spera che continueranno a sentirsi e qualche volta a rivedersi e si augura che con almeno alcune di loro nasca una amicizia che duri nel tempo.

Monika invece e purtroppo non la vede e non la sente più da tempo, forse non è più neppure sua amica. L’ultima volta che si erano sentite lei era molto arrabbiata con Emy, in quanto non capiva il “perché” Emy voleva fare quello che stava facendo, commettendo a parer suo un errore madornale. Monika era convinta che Emy si sarebbe definitivamente rovinata la vita. Ma Emy non le diede ascolto, proseguì la sua vita come sentiva di dover e voler fare (che io sappia in vita sua non si è mai pentita di nulla) anche se il dolore o meglio i dolori che l’amica le aveva prospettato arrivarono tutti, uno dietro l’altro senza pietà, facendola ripiegare sulle ginocchia.

Monika da allora non volle più vederla, Emy non sentiva – e non sente neppure adesso – l’esigenza di chiederle scusa, perché pur avendo sofferto immensamente, aveva fatto semplicemente quello che sentiva di dover fare.

Le spiace averla persa come amica, le spiace che lei non abbia più voluto rivederla e risentirla. Emy le vuole bene ancora oggi e conserverà Monika per sempre nel suo cuore.

Proprio per il forte affetto che lei nutriva per Emy, sa che non è stato facile neppure per lei. Ma Emy non ritornerà indietro solo per farle piacere. Perché ha trovato un po’ ingiusta questa cosa, questa sua rigidità, tipo: “se fai quello che io ritengo giusto mi vai bene, altrimenti non sei più mia amica.”

Ma Emy pur sapendo a posteriori di essere stata un po’ precipitosa e di avere sbagliato a giudicare una persona, non lo considera un vero e proprio errore anche se a ragione Monika le ripeteva che sarebbe stato un errore di cui si sarebbe pentita amaramente. Se secondo la morale generale potrebbe anche essere così, per Emy si tratta solo di un’altra esperienza. Un esperienza deludente e dolorosa ma che in quel momento sentiva di dover fare. Sbagliare non significa per forza di cose commettere un errore, significa sperimentare, voler vivere, saper rischiare. Chi non si muove mai, chi non cambia mai niente nella propria vita, secondo Emy non vive pienamente ma solo a metà.

Da allora Emy ha avuto mille incontri, ha visto e vissuto in altre città e paesi, tante altre donne le si sono offerte come amiche, rivelandosi poi che non lo erano. Alcune la cercavano solo per interesse, altre per riempire il vuoto di un momento, altre si fingevano tali solo per sapere i fatti suoi o lo erano solo il tempo che si rivelava uguale a loro.

Emy sa che l’amicizia è come l’Amore con la A maiuscola. Amori piccoli e superficiali, enormi e insignificanti se ne trovano tanti, ma l’Amicizia quella vera è più rara di un diamante in uno stagno.

Lettera di Chiusura ©09-2010 EmilianaDeFortis

Pubblicato da: M.E. | 7 gennaio 2014

Protetto:

Il contenuto è protetto da password. Per visualizzarlo inserisci di seguito la password:

Pubblicato da: M.E. | 30 dicembre 2013

Quando si usa ovvero?

Ovvero

Vocabolario on line

ovvéro cong. [comp. di o2 e vero]. – Forma rafforzata della cong. disgiuntiva o, usata soprattutto quando il secondo termine, a cui si premette, è costituito da un’intera proposizione: o tu ti spieghi male, ovvero sono io che non capisco; ormai ant. le grafie o vero, overo. È meno com. di oppure, di cui ha lo stesso valore. Come ossia, fu di uso frequente in passato per introdurre un sottotitolo di opere letterarie, teatrali, narrazioni varie (spec. quelle di tono popolare): Il Malpiglio secondo overo Del fuggir la moltitudine, uno dei Dialoghi di T

Leggi tutto

Pubblicato da: M.E. | 2 novembre 2013

La creatività nella vita quotidiana

di Tommaso Bavaro, tratto dal libro “Scrittura creativa, tutte le tecniche della narrazione”. (pubblicato nel 1995)

La creatività nella vita quotidiana

La creatività è una disposizione essenziale della mente umana; definirla riesce difficile poiché è la risultante di altre numerose ed essenziali facoltà. Comunemente la creatività viene associata agli aspetti più elevati dell’espressione umana, cioè a opere originalissime o a uomini geniali che hanno visto l’affermazione e il riconoscimento sociale o storico delle loro realizzazioni in campo culturale, artistico, scientifico. Questa idea è certamente fondata, ma quantitativamente rappresenta solo una esigua parte della creatività intesa come potenzialità espressiva comune a tutti gli esseri umani.

Ogni uomo infatti deve affrontare quotidianamente un congruo numero di problemi in forme sempre nuove e diverse da persona a persona. Le situazioni della vita assumono infinite e spesso imprevedibili articolazioni che richiedono risposte sempre nuove perché possano essere efficaci. Ed è proprio a questo primo livello che si esprime la creatività dell’individuo, intesa come capacità di elaborare soluzioni inedite a problemi piccoli o grandi della sua vita quotidiana.

La creatività è quindi prerogativa di ogni uomo. Si esprime in qualsiasi ambito, da quello spicciolo e quotidiano in risultati concreti e immediati, alle forme complesse ed evolute nelle realizzazioni più raffinate e sofisticate.

(…) La nostra cultura e la scuola in particolare hanno quasi sempre operato per inibire piuttosto che sviluppare le capacità creative dell’individuo nell’età evolutiva. Basti semplicemente osservare il comportamento creativo dei bambini o degli adolescenti e metterlo a confronto con l’individuo “maturo” e con il suo consolidato conformismo.

Certo, le esigenze dell’integrazione sociale spesso impongono di abbandonare atteggiamenti e comportamenti “inconsueti” o originali, in quanto conformarsi a precostituite norme è indispensabile per vivere in comunità. Ma questa esigenza ha più spesso schiacciato la vitale e fertile predisposizione del bambino alla creatività. Lo sviluppo psicologico si raggiunge a fatica attraverso gli anni proprio operando sulla fluidità ed elasticità della mente. Un bambino infatti tende istintivamente a dare agli oggetti o ai concetti significati, ordine e funzioni arbitrarie, sotto la spinta di propri impulsi o visioni fantastiche. L’immagine del mondo che così egli crea difficilmente coincide con le necessità della realtà; questa deve essere comunque compresa ed assimilata nel suo ordine e nella sua struttura oggettiva per consentire l’orientamento del bambino nel mondo; solo così egli potrà raggiungere l’autonomia psicologica e materiale.

Ma in questo imporre a bambini e ragazzi gli schemi logici della realtà si reprimono contemporaneamente i naturali impulsi alla creatività, cioè a momenti di libera e originale composizione degli elementi acquisiti dall’esperienza. E’ risaputo che i bambini e i giovani hanno una fantasia superiore agli adulti; questi ultimi infatti, nella necessità di far fronte alla realtà, in genere reprimono ogni naturale “tentazione” di uscire da schemi precostituiti nel modo di pensare o di agire. Ed è un peccato, poiché così si priva l’individuo della vitale capacità umana rappresentata dalla creatività.

Questa infatti può esserci d’aiuto in ogni circostanza, come si è detto; dalla risoluzione delle forme sempre nuove con cui si presentano i problemi quotidiani, fino ai guizzi creativi che da sempre consentono in ogni ambito professionale di dare soluzioni originali a problemi scientifici, sociali o estetici, come avviene nelle opere d’arte di ogni genere.

Ma la prima forma di inibizione creativa si verifica, come si diceva, proprio nella scuola **, che ha quasi sempre mantenuto il ruolo di tramandare le conoscenze e solo raramente quello di elaborarne di nuove o di favorire lo sviluppo di atteggiamenti creativi negli studenti grandi o piccoli. Spesso si censura la creatività come originalità o anticonformismo, anche quando non rappresenta nessun ostacolo all’integrazione nella realtà. Si deve dar ragione a chi ritiene che la creatività evochi una sensazione di paura negli altri, in quanto si teme che vengano messe in discussione tranquillizzanti certezze o sconvolti abitudinari ma rassicuranti modi di vita.***

Pubblicato da: M.E. | 5 settembre 2013

Accezione

accezione

[ac-ce-zió-ne] s.f.
  • • ling. Ciascuno dei diversi significati che un vocabolo può avere SIN senso
  • • sec. XVIII

Esempi:

impropriamente usato come funzione o attività, quando si tratta di molteplici funzioni e molteplici attività, in realtà è eclettico come valore.

Pubblicato da: M.E. | 1 settembre 2013

Apri gratuitamente il tuo indirizzo email su MyWay

My Way
Guida per questa pagina  |  Password dimenticata  |  Casa
Registrati qui sotto per accedere al tuo account e-mail My Way  

Entra
Il tuo nome utente: 
la password: 
Salta accedi e ricorda il mio nome utente
e la password su questo computer
Modalità standard | Modalità protetta

 


 Non hai ancora un mio account di posta elettronica ?
 Iscriviti gratuitamente e ottenere:

  • 125MB di archiviazione / 10 MB dimensione del messaggio
  • Avanzati strumenti di prevenzione dello spam
  • Cancelleria, font e altro ancora
  • O godere di accesso con un clic a Hotmail,
    AOL, Yahoo Mail o altri servizi webmail
    – proprio sulla mia strada! (on my way!)

 

Pubblicato da: M.E. | 24 agosto 2013

Riforme in fatto di cultura

Il Consiglio dei Ministri n.18 del 2 Agosto 2013, ha approvato il decreto legge “Valore Cultura” riguardante disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo :

http://www.governo.it/backoffice/allegati/72422-8853.pdf

vedi anche www.beniculturali.it

Più che di riforme si parla qui di “disposizioni urgenti”, il che indica chiaramente il grave stato in cui si trova la cultura in Italia.

 

 

Pubblicato da: M.E. | 18 agosto 2013

Almanacco del 20 Novembre

Il 20/11 si celebra anche : 

la Giornata Mondiale del Bambino (World Children’s Day)

linea

Fabio Filzi

Il 20 Novembre del 1884 nacque

Fabio Filzi

a Pisino d’Istria – Italia (allora Austria) – Fu un mercoledì di 129 anni fa. — Scomparve il 12 luglio 1916 a Trento – Italia (allora Austria) e Aveva 32 anni.

Alpino. Cittadino austriaco, si laureò in giurisprudenza, poi, nel 1914 (prima guerra mondiale) fu chiamato sotto le armi Austriache, ma disertò e si arruolò presso le truppe italiane. Raggiunse il grado di sottotenente e nel 1915 entrò nella compagnia comandata da Cesare Battisti. Finché un giorno, il 10 luglio 1916 fu catturato, insieme a Cesare Battisti, dai soldati dell’esercito Austriaco che in un contrattacco riuscirono a capovolgere l’esito del combattimento in corso in quei giorni per la conquista di monte Corno. Furono processati sommariamente come traditori della Patria e condannati a morte per impiccagione (ma era già stato condannato a morte per fucilazione perché disertore). La sentenza fu eseguita due giorni dopo nel castello del Buonconsiglio di Trento. Fabio Filzi ricevette in seguito (in memoria) la medaglia d’oro al valore quale martire irredentista.

Il contenuto è protetto da password. Per visualizzarlo inserisci di seguito la password:

Pubblicato da: M.E. | 24 luglio 2013

Orizzonti – Poesie del nuovo Millennio

Vi segnalo un sito a cui sono legata da diverso tempo e pubblico per intero un loro annuncio, per chi potesse interessare partecipare al seguente Concorso di Poesia.

tratto dal sito: Orizzonti – Una rivista per tutti gli Artisti.

L’Editore Aletti & la rivista Orizzonti

indicono

l’8 ° Concorso di Poesia
“POESIE DEL NUOVO MILLENNIO “

I partecipanti dovranno inviare da una a cinque poesie a tema libero, inedite,
che non dovranno superare i 25 versi/righe, e che non siano contemporaneamente iscritte ad altri concorsi, entro

il 10 SETTEMBRE 2013 
(FARÀ FEDE IL TIMBRO POSTALE DELLA DATA DI PARTENZA)

I partecipanti dovranno indicare il proprio nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, eventuale e-mail, e riportare la seguente autorizzazione firmata: “Autorizzo l’uso dei miei dati personali ai sensi della L.675/96 e successive modifiche”.
Non saranno considerate valide le poesie inviate in forma anonima.
Le poesie più belle saranno inserite nei volumi antologici “Poesie del nuovo millennio“, editi e distribuiti, nella collana Orizzonti, dalla Aletti Editore, previo invio da parte degli autori selezionati della scheda di autorizzazione (in originale) presente alla pagina 78 e 79 della rivista Orizzonti num.37.
Gli elaborati non verranno restituiti.
La redazione contatterà solo gli autori selezionati per la pubblicazione all’interno dei volumi “Poesie del nuovo millennio

La partecipazione è gratuita.

Le opere dovranno essere inviate al seguente indirizzo:


CONCORSO
POESIE DEL NUOVO MILLENNIO

Presso Aletti Editore
Via Palermo 27
00012 Villalba di Guidonia (Roma).

oppure tramite e-mail all’indirizzo di posta elettronica concorsi@rivistaorizzonti.net e dovranno contenere la seguente dicitura “Partecipazione al Concorso Poesie del nuovo millennio“; anche in questo caso l’autore dovrà indicare nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico. In questo ultimo caso chiedere sempre la conferma della ricezione dell’e-mail.

Per ulteriori informazioni telefonare allo 0774-354400



Il portale italiano dedicato alla cultura, alla poesia e all’arte.

www.paroleinfuga.it

Pubblicato da: M.E. | 3 giugno 2013

Eufemismo

« Noi facciamo quello che dobbiamo, ma gli diamo dei nomi altisonanti. »
(Ralph Waldo Emerson)

L’eufemismo (dal verbo greco ευφημέω (Euphemèo), «risuonare bene» oppure dal verbo greco ευφημί (Euphemì), «parlar bene, dir bene») è una figura retorica che consiste nell’uso di una parola o di una perifrasi al fine di attenuare il carico espressivo di ciò che si intende dire, perché ritenuto o troppo banale, o troppo offensivo, osceno o troppo crudo. Ad esempio:

  • «Passare a miglior vita» per non dire morire;
  • «Questa ragazza è bruttina» per non dire che è brutta;
  • «Questo piatto lascia a desiderare» per non dire che è ripugnante;
  • «Una persona poco intelligente» per non dire che è stupida (in questo caso in forma di litote).

Dal dizionario etimologico:

Categoria/Faccetta: Cose:Forme
Nota d’ambito: Figure retoriche che consistono nel sostituire un’espressione

                        volgare o troppo cruda con un’altra meno esplicita

TT Forme
BT Figure retoriche

 

Older Posts »

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: