Pubblicato da: emilianadefortis | 21 agosto 2011

La musica in me (poesia)

La musica in me

Misteriosa cammini

Nell’oscura caverna

Mentre le campane suonano a morte

E i rintocchi riecheggiano

Fino alle cime delle montagne

Del Tibet.

Senza suono rimango,

senza espressione,

mentre guardo i tuoi occhi, così penetranti,

cade il velo della menzogna.

Freno la corsa,

passeggiando sull’erba

vedo uccelli che

uno dopo l’altro prendono il volo.

Resto lì, aperto, attento e

Curioso nei confronti della vita.

Sperimento la gioia

Sotto lo scroscio della pioggia che mi lava

E gioco come un bambino.

©Emiliana De Fortis – Nov. 2000

Nota : Ricordo di una vita precedente in Tibet, durante la quale si vede come un bambino che vive in un monastero,

rievocata indirettamente durante una seduta di musicoterapica di gruppo. Ecco perché il soggetto cambia, da donna in un bambino.

Der Klang in mir

Mysteriös läufst du

In die dunkle Höhle,

während die Totenglöckchen läuten,

und das Läuten widerhallt

bis zum Gipfel von Tibets Bergen.

Ich bleibe stumm, ausdruckslos,

während ich in deine Augen sehe,

die so durchdringend sind.

Der Schleier der Lügen fällt.

Ich bremse mein Rennen,

in Gras spazierend

sehe ich Vögel, die

einer nach dem anderen,

den Flug aufnehmen.

Ich bleibe dort, offen, achtsam

Und neugierig dem Leben gegenüber.

Ich erfahre die Freude

Unter dem Prasseln des Regens,

der mich wäscht,

und spiele wie ein Kind.

Tradotta da Emiliana De Fortis

Pubblicato da: emilianadefortis | 9 febbraio 2010

non è mai tardi per imparare

notabene: mi correggo da sola;   correzzione si scrive con una z sola

CORREZIONE
s. f.
1 il correggere, l’essere corretto: la correzione di un’abitudine; correzione di un fiume, la modificazione artificiale del suo corso | in partic., la…

Pubblicato da: emilianadefortis | 19 settembre 2010

Le Amiche (che vorresti portare con te).

Le vere amiche non si dimenticano. Durante il corso, forse per via dell’estremo grado di apertura e sincerità che si era creato fra le persone presenti e via via che passavano le ore,  accresceva la sensazione di trovarsi fra gente con le stesse affinità, con le quali stabilire un vero contatto umano; a Emy era tornata in mente Monika, la sua amica tedesca, originaria di Bonn ma residente da tanti anni a Monaco di Baviera.    E’ lì infatti che l’aveva conosciuta.

Emy stava cercando un secondo lavoro, per arrotondare il suo stipendio come impiegata part-time e trovare un modo per conoscere gente nuova facendo qualcosa che le piacesse e la divertisse. Le era capitato in mano un annuncio sul giornale locale sul quale veniva pubblicizzata la ricerca di nuove venditrici di prodotti cosmetici, un prodotto tipo Avon per intenderci, che tra l’altro le avrebbe dato modo di acquistare i prodotti per se stessa con un notevole sconto e di partecipare a convention in posti da favola fuori città, dove a metà della giornata capitava sempre di pranzare in un ottimo ristorante, totalmente a carico dell’azienda in questione.

Come primo incontro, prima ancora di iniziare a discutere sul tipo di lavoro da svolgere, Monika l’aveva iscritta a una convention fuori porta, che si teneva a circa cento chilometri da Monaco in un castello circondato da un meraviglioso parco nei pressi delle Alpi Bavaresi, non distante dai confini con l’Austria. Dopo essersi messe d’accordo per telefono, Emy si fece trovare sotto casa di Monica, che abitava in un appartamento al primo piano di un classico condominio completamente ricostruito dopo la guerra in una via relativamente centrale della città e  fecero il viaggio insieme con la sua vecchia Opel color carta da zucchero. Monika guidava sicura e veloce perchè erano già leggermente in ritardo.  Avrebbe poi scoperto nel tempo che era una cosa che detestava;  arrivare in ritardo oppure che la gente arrivasse in ritardo la mandava letteralmente in bestia.

La Convention si suddivise in quattro parti: dopo la presentazione del presidente ai nuovi arrivati, una breve relazione sui risultati ottenuti nelle vendite nell’ultimo periodo, alcuni appunti sulle tecniche di vendita in relazione ai nuovi prodotti da presentare alle proprie clienti, la nuova linea di profumi uomo e donna riferita al loro segno zodiacale e quindi alle loro caratteristiche caratteriali, la premiazione e l’avanzamento di carriera all’interno della scala gerarchica dei venditori più agguerriti. Tutto quell’ascoltare, un po’ stancante a dire il vero anche se il clima veniva tenuto il più frizzante e positivo possibile, sulla via del ritorno a casa,  probabilmente fece loro venire voglia di chiacchierare un po’. Emy incuriosita dalla sua compagna di viaggio aveva fatto iniziato a farle delle domande  andando un pochino più sul personale. Non si aspettava che lei si aprisse così tanto e che gradualmente entrasse in certi particolari della sua vita privata. Forse la vedeva vicina, forse mentre Emy la ascoltava, cercando di capire ciò che Monika le diceva, le rimandava qualcosa.

La rifletteva a parole, come fa uno specchio, senza aggiungere opinioni o meriti. Decifrava le sue emozioni e la rifletteva.

Si creò così una sorte di empatia involontaria. Ad un certo punto quindi, Monika di mise a piangere, toccata e commossa dal fatto di sentirsi ascoltata e compresa da Emy.

Fu così che iniziò la loro amicizia. Che durò piacevolmente diversi anni.

-.-

In questi due giorni, Emy ha conosciuto persone, donne fantastiche, che vorrebbe portare con sé nel suo cuore, con le quali ha molto in comune, se non altro per quanto riguarda il percorso spirituale che stanno facendo e l’amore per la scrittura.

Lei spera che continueranno a sentirsi e qualche volta a rivedersi e si augura che con almeno alcune di loro nasca una amicizia che duri nel tempo.

Monika invece e purtroppo non la vede e non la sente più da tempo, forse non è più neppure sua amica. L’ultima volta che si erano sentite lei era molto arrabbiata con Emy, in quanto non capiva il “perché” Emy voleva fare quello che stava facendo, commettendo a parer suo un errore madornale. Monika era convinta che Emy si sarebbe definitivamente rovinata la vita. Ma Emy non le diede ascolto, proseguì la sua vita come sentiva di dover e voler fare (che io sappia in vita sua non si è mai pentita di nulla) anche se il dolore o meglio i dolori che l’amica le aveva prospettato arrivarono tutti, uno dietro l’altro senza pietà, facendola ripiegare sulle ginocchia.

Monika da allora non volle più vederla, Emy non sentiva – e non sente neppure adesso – l’esigenza di chiederle scusa, perché pur avendo sofferto immensamente, aveva fatto semplicemente quello che sentiva di dover fare.

Le spiace averla persa come amica, le spiace che lei non abbia più voluto rivederla e risentirla. Emy le vuole bene ancora oggi e conserverà Monika per sempre nel suo cuore.

Proprio per il forte affetto che lei nutriva per Emy, sa che non è stato facile neppure per lei. Ma Emy non ritornerà indietro solo per farle piacere. Perché ha trovato un po’ ingiusta questa cosa, questa sua rigidità, tipo: “se fai quello che io ritengo giusto mi vai bene, altrimenti non sei più mia amica.”

Ma Emy pur sapendo a posteriori di essere stata un po’ precipitosa e di avere sbagliato a giudicare una persona, non lo considera un vero e proprio errore anche se a ragione Monika le ripeteva che sarebbe stato un errore di cui si sarebbe pentita amaramente. Se secondo la morale generale potrebbe anche essere così, per Emy si tratta solo di un’altra esperienza. Un esperienza deludente e dolorosa ma che in quel momento sentiva di dover fare. Sbagliare non significa per forza di cose commettere un errore, significa sperimentare, voler vivere, saper rischiare. Chi non si muove mai, chi non cambia mai niente nella propria vita, secondo Emy non vive pienamente ma solo a metà.

Da allora Emy ha avuto mille incontri, ha visto e vissuto in altre città e paesi, tante altre donne le si sono offerte come amiche, rivelandosi poi che non lo erano. Alcune la cercavano solo per interesse, altre per riempire il vuoto di un momento, altre si fingevano tali solo per sapere i fatti suoi o lo erano solo il tempo che si rivelava uguale a loro.

Emy sa che l’amicizia è come l’Amore con la A maiuscola. Amori piccoli e superficiali, enormi e insignificanti se ne trovano tanti, ma l’Amicizia quella vera è più rara di un diamante in uno stagno.

Lettera di Chiusura ©09-2010 EmilianaDeFortis

Pubblicato da: emilianadefortis | 29 ottobre 2011

R di Ricerca – poesie senza rima

Ricerca

 Stiamo tutti cercando qualcosa.

Chi si siede sul porticato

mirando l’oceano,

chi erra vagabondo per

le strade del Messico.

Lei lo aspetta, disfando scaffali

ordine, pulizia, spazio

dalle sue cianfrusaglie.

Chi cerca l’amore senza possesso,

il Graal cerca la conoscenza.

Mentre il gatto si siede indeciso

se andare verso la ciotola

colma di prelibati bocconi

o verso la finestra aperta.

Ed io, cosa sto cercando ?

Che cosa cerchi tu ?

Una delle prime domande

che ti ho rivolto.

Mi avevi risposto.

Sì, cercavi anche tu qualcosa

Un luogo, dove poterti sentire

veramente a casa.

La collega sa già che

dovresti andare a vivere da sola.

L’amica ti consiglia

di non rimanere avvinghiata

ad una storia senza sbocchi.

Il capufficio che ti insegna

le regole ed amare

il tuo lavoro.

Ma io, che cosa sto cercando ?

non voglio dare più risposte,

non voglio avere più certezze.

Ora che so,

che sto cercando anch’io

che non è soltanto un momento,

o una crisi passeggera:

voglio un raggio di sole che scaldi il mio cuore.

©2003 Emiliana De Fortis

Pubblicato da: emilianadefortis | 22 agosto 2011

UNA DEA DENTRO DI ME

 

C’è una Dea dentro di me. C’è una Dea in ogni donna che ascolta la sua Voce interiore, il suo Io più vero. In ogni donna c’è una Mariposa che la fa danzare. La Dea che opera dentro di me è la Dea del Cambiamento. Le Dee che siamo, non le scegliamo, lo siamo nostro malgrado. Sono la nostra natura più profonda, la nostra verità cosmica.

Io sono come un vento che soffia, ed ho imparato con gli anni a fare in modo che gli altri quasi non si accorgano di me. Ho capito che a volte è meglio non essere dei tifoni ma (che conviene) soffiare dolcemente come una brezza leggera.

Non perché (gli altri) se lo meritino, ma perché il cambiamento è tanto più efficace e duraturo nel tempo quanto più sembra essere invisibile.

Il Cambiamento non si può fermare, muove tutte le cose create da Dio. Il Cambiamento è il movimento impresso da Dio a tutte le cose ed è inarrestabile.

Le mie idee, quelle più importanti ed intuitive per lo meno, sono diventate le idee di tutti. Perché ? Quando succede questo ?

Succede quando un’idea piace o viene trovata bella. Silenziosamente si diffonde, a macchia d’olio, e dopo vent’anni ti rendi conto che la tua idea non è più tua, ma di tutti. Succede per tutte le cose che vengono direttamente dal Creatore, come l’arte e la musica.

Più di vent’anni fa predicavo il desiderio di un mondo eco-compatibile, eco-sostenibile. Mi rimproveravano di essere troppo idealista, utopica quasi. Mi sono accorta infatti, che ogni volta che butto fuori il mio pensiero più vero, ecco che la gente mi vede come una specie di Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento. Eppure…. ci stiamo arrivando, mi sembra. Se non altro l’idea, che sembrava solo una mia idea bislacca è ora un’idea condivisa da molti, un desiderio che parte dal cuore. Se non fosse che io quel mondo l’ho visto, sì l’ho visto proprio con questi miei occhi: nei progetti di Dio, questo mondo esiste già. Noi ci arriveremo.

Essere Dea, nel significato profondo della parola non significa volersi sostituire a Dio, non vuol dire sentirsi onnipotenti (anche se in effetti a volte porta a questa sensazione un po’ troppo frizzante) e avere il diritto di fare tutto quello che si vuole. Essere Dea significa sentire il legame con il Tutto, sapere di avere un ruolo preciso negli ingranaggi dell’Universo. E’ un’ idea che va avanti a dispetto di quello che dice la gente, è un progetto su di te che salta fuori regolarmente, è un qualcosa che più tu lo soffochi durante la tua esistenza più esso sente l’urgenza di esistere, se non lo ascolti avverti un grande malessere e ti senti infelice senza sapere perché.

“Solo il cielo avrò sopra di me – Ricomincio da qui ” sono le parole di una canzone che danno un senso a tutto questo. Oltre alla Dea del Cambiamento dentro di me c’è anche quella che viene definita la Sibilla o Colei che vede. Sono una donna dagli occhi grandi, ma se anche fossi cieca questo non cambierebbe nulla, vedrei lo stesso quello che vedo.

 

Un’altra idea che ho diffuso è la mia poesia, la mia teoria del Sole e della Luna, in qualche modo anche legato al mondo degli oroscopi e dell’esoterismo (vedi i popoli Maia) ma che è legato al dualismo presente nell’Universo e al posto che hanno l’Uomo e la Donna nel mondo. Di quanto il miracolo dell’amore sia legato al fenomeno dell’eclissi, l’unico momento in cui il Sole e la Luna diventano Uno. Nessuno pensa a quanto di miracoloso ci possa essere nella nascita di un bambino. Un rapporto sessuale non dà per scontato (non rende automatico) il fatto che un uomo e una donna creino un bambino. Lo sanno tutte quelle coppie che faticano ad averne uno, che sperano giorno dopo giorno che questo miracolo avvenga. Per alcuni invece questo succede anche troppo spontaneamente, pur non essendo ne’ voluto ne’ cercato . Questo perché ?

Vedere è importante, ma non è il senso più importante che abbiamo. Amplificare la capacità di percepire è una cosa che possiamo fare tutti. E non necessariamente c’è bisogno di fare uso di droghe per riuscirci, anche se fin dai tempi dei primi sciamani si applica proprio questo “forzante” per indurre una capacità di visione maggiore.

In passato lo ammetto, proprio intorno ai 17 anni, ho fatto uso massiccio di psicotropi, in particolare hashish, marijuana, acidi e anfetamine. La droga mi serviva per conoscere me stessa, per misurare i miei limiti, che non conoscevo. Spingevo ogni volta un pochino più in là, perché volevo vedere la morte in faccia. Per conoscere la vita infatti devi incontrarti almeno una volta con la morte. Ma voi non fatelo, perché ci è mancato poco infatti che io non tornassi più da uno di questi viaggi. Ed avevo solo 19 anni. Età in cui ho deciso di smettere, di non farne più uso.

Ora ho 49 anni, sono passati 30 anni da allora. Nel frattempo sono rimasta completamente astemia, ho smesso di fumare e cerco di nutrirmi con cose buone che fanno bene alla salute. Porto a spasso il cane da una a tre volte al giorno e quindi cammino molto. Ogni tanto vado a nuotare e mi faccio una decina di vasche prima di mettermi a crogiolarmi al sole. Insomma anche se non sono una salutista, diciamo che faccio del mio meglio.

Il motto “mens sana in corpore sano” mette in risalto che come prima cosa bisogna curare la propria mente (forse è meglio dire la propria anima a cui è strettamente collegata) e che se poi questa “mens” sanata, si trova in un corpo sano, questo è il massimo della salute.

Come mi sono accorta di avere questa Dea dentro di me ? A dire il vero mi capita di accorgermene ancora oggi e ancora mi sorprende molto. Produce effetti che non sono quantificabili all’istante. E’ come la marea che provoca onde visibili dalla spiaggia al mattino o alla sera.

Questi effetti esistono semplicemente perché TU esisti. E’ qualcosa che interagisce con il Tutto e crea situazioni che a volte sembrano particolarmente penose e difficili, ma che in realtà servono proprio per creare quel Cambiamento di cui c’è bisogno.

 

 

Chi in passato mi ha “vista” veramente, conoscendomi profondamente, oltre la facciata della semplice “conoscenza” si è reso/a conto di questo. Spesso ne ha sentito la forza. E’ come un movimento che abbraccia tutto e che spinge in avanti. Non sempre viene compreso da chi mi sta vicino. Molte volte questo mio essere fa paura, spaventa. E questa ribellione viene contro di me, provocando eventi che sembrano danneggiarmi, che mi fanno del male. Sì, è vero. Non ho avuto una vita facile. Anzi posso dire di aver sofferto molto. Ma la consapevolezza della presenza di questa Dea e soprattutto l’amore di Dio mi hanno permesso di andare avanti nonostante tutto. E riesco ancora a gioire, ad essere felice di niente. Riesco ancora a trasmettere questa mia Luce agli altri. Il coraggio non è smettere di avere paura, è andare avanti nonostante la paura.

Se vi racconto queste cose non è per vantarmi di me stessa, non me ne importa proprio niente. Non ritengo di essere proprio niente di speciale, pur essendolo in qualche modo. Questo pensiero forse appaga in parte il mio egocentrismo: il fatto di sentirmi qualche volta apprezzata da qualcuno. Ma succede di rado, non è sufficiente quindi a provocare in me una sorta di divismo.

Ho incontrato donne esageratamente “divine” nel loro modo di comportarsi pur essendo dei veri e propri ranocchi al mio confronto. Le dee a cui mi riferisco però non sono queste. L’eccesso di sicurezza in se stesse, l’arroganza non sono da confondere con la naturale maestà della persona.

Si può essere apparentemente insicure ed aver bisogno di frequentare corsi per rafforzare la propria autostima, ma avere comunque una Dea molto forte dentro di sé.

Ecco io sono in quella fase. Sto scoprendo la Dea dentro di me. Quella Dea che ho in qualche modo sempre soffocato, ma che non ho mai lasciato morire completamente perché mi premeva.

Ecco, vorrei parlare proprio di questo ora. Ci sono donne che arrivano al punto da far morire la Dea che hanno dentro di loro. Le vedi. Sono spente, hanno lo sguardo triste, sono depresse, sono grigie. Hanno adattato la loro vita alle esigenze degli altri. Hanno soffocato loro stesse fino a smettere di respirare. Vivono in apnea costante. O meglio sopravvivono appena – appena.

Anche tenersi a galla. Galleggiare non è il massimo. Aspettare il momento buono, l’occasione più opportuna per farlo, per essere, per esistere.

E tu ? Vuoi far parte di questo gruppo di donne ? O vuoi cominciare a fare qualcosa di buono per te stessa ?

Siamo noi le portatrici del cambiamento. Siamo noi le artefici di questo nuovo mondo. Esserci è importante. Esserci è vivere per davvero. Esserci è gioire. Esserci significa non sentirsi più infelici.

Cosa puoi fare per incominciare ? Comincia semplicemente ad ascoltarti di più. Passa più tempo da sola, prenditi degli spazi personali, che siano solo tuoi. Fai le cose che ti piace fare. Fai quello che

 

più ti fa stare meglio. Oppure fai quello che devi fare, ma fallo a modo tuo. Mettici la tua fantasia, la tua creatività. Per incominciare esci da sola, vai al parco, togliti le scarpe e cammina a piedi nudi sull’erba morbida, affonda le dita dei piedi nella madre terra e senti il legame che hai con essa. Lasciati baciare dai raggi del sole, fantastica sulle nuvole che vedi scorrere nel cielo, tocca le fronde di un albero e accarezzalo. Lascia uscire la tua parte selvatica, la fiera che vive dentro di te. Lasciala ruggire.

Questo è soltanto l’inizio.

E’ assolutamente normale che il tuo nuovo modo di essere possa sconcertare chi ti sta vicino e ti conosce da diverso tempo in modo molto diverso. Non temere, vai avanti. Pensa che il cambiamento che stai apportando farà bene anche a loro.

(….) scritto in divenire ©2011EmilianaDeFortis

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Pubblicato da: emilianadefortis | 21 agosto 2011

Sul drago volante – Deltaplano (poesia)

 

Deltaplano

 

Volare e brevissimo.

Se chiudi gli occhi

dura un attimo.

Non senti il precipizio,

ma tre battiti di cuore.

 

©Emiliana De Fortis 2000

 

 

 

 

 

Drachenflieger

 

Ganz kurz dauert das Fliegen.

Mit geschlossenen Augen

dauert es einen kleinen Moment.

Du spürst nicht den Fall,

sondern nur drei Herzschläge.

 

 

 

Übersetzung von Emiliana de Fortis

 

Nota : Curioso vedere come in Tedesco deltaplano si traduce in drago volante

Pubblicato da: emilianadefortis | 21 agosto 2011

Il cerchio e la luna (poesia)

Der Kreis und der Mond

 

Ring. Kette.

Der Kreis. Die Gerade.

 

Eine Linie, die sich schließt,

in jeder perfekten Form.

 

Der Zyklus geht vorwärts,

schließt sich aber nicht.

 

Die tanzende Frau,

der blühende Mond,

 

Lebens-trächtig,

rund wie ein Ball.

 

©Emiliana De Fortis

09.99

 

 

 

 

Il cerchio e la luna

 

Anello. Catena.

Il cerchio. La retta.

Una linea che si chiude,

in ogni forma perfetta.

Il ciclo avanza,

non si conclude.

Donna che danza,

luna fiorita,

tonda come palla,

gravida di vita.

 

 

Traduzione di EDF®

 

 

 

Pubblicato da: emilianadefortis | 21 agosto 2011

Acqua – Wasser (poesia)

 

Acqua

 

L’incedere ritmato del metronomo,

è nella goccia ripetuta che cade.

Perle di vita, energia che si disperde.

E mentre il sole brucia la terra,

la spacca, la sgretola fino alle ossa,

rimpiango il catino, che non la raccolse.


©Emiliana De Fortis ’99

 

 

Wasser

 

Das langsame rhythmische Klopfen des Metronoms,

ist in dem Tropfen, der gleichmässig fällt.

Perle des Lebens, Energie die sich verliert.

Und wenn die Sonne die Erde verbrennt,

sie spaltet und bis zum Kern aufreisst,

dann vermisse ich den Trog,

der den Tropfen fängt.

 


Traduzione di Emiliana de Fortis ©2000

 

21-11-2003 : inviata al Literaturcafe insieme a Deltaplano, La musica in me e il Cerchio e la Luna.

Pubblicato da: emilianadefortis | 14 agosto 2011

Ricerca (poesia o quant’altro)

Ricerca

 

Chi si siede sul porticato

mirando l’oceano,

chi erra vagabondo per

le strade del Messico.

Lei lo aspetta, disfando scaffali

ordine, pulizia, spazio

dalle sue cianfrusaglie.

Chi cerca l’amore senza possesso,

il Graal cerca la conoscenza.

Stiamo tutti cercando qualcosa.

Mentre il gatto si siede indeciso

se andare verso la ciotola

colma di prelibati bocconi

o verso la finestra aperta.

Ed io, cosa sto cercando ?

Che cosa cerchi tu ?

Una delle prime domande

che ti ho rivolto.

Mi avevi risposto.

Sì, cercavi anche tu qualcosa

Un luogo, dove poterti sentire

veramente a casa.

La collega sa già che

dovresti andare a vivere da sola.

L’amica ti consiglia

di non rimanere avvinghiata

ad una storia senza sbocchi.

Il capufficio che ti insegna

le regole ed amare

il tuo lavoro.

Ma io, che cosa sto cercando ?

non voglio dare più risposte,

non voglio avere più certezze.

Ora che so,

che sto cercando anch’io

che non è soltanto un momento,

o una crisi passeggera:

 

voglio un raggio di sole che scaldi il mio cuore.

 

©2003 Emiliana De Fortis

Pubblicato da: emilianadefortis | 13 agosto 2011

LE DONNE CHE AMANO TROPPO ….CRESCONO

GIOCANDO UN PO’ SUL TITOLO E PARAFRASANDO QUELLO DELLE “PICCOLE DONNE” E “LE PICCOLE DONNE CRESCONO” di Luisa May Alcott, VOLEVO CHE QUESTO ARTICOLO FOSSE UN PO’ UNA RISPOSTA AL FAMOSO LIBRO di  Robin Norwood ”DONNE CHE AMANO TROPPO”.

IN VERITA’, C’E’ UN ERRORE DI BASE FONDAMENTALE IN QUELLA CHE DEFINISCO LA FILOSOFIA DEL LIBRO E CHE PURTROPPO HA INFLUENZATO IN MODO NEGATIVO IL PENSIERO COMUNE DELLA GENTE.

DICO NEGATIVO PERCHE’, SE SI PRESUPPONE CHE ESISTA UN MISURA “GIUSTA” PER AMARE, ALLORA PERCHE’ NON PARLARE DI “UOMINI CHE AMANO TROPPO POCO” INVECE DI “DONNE CHE AMANO TROPPO” ? PERCHE’, ANCORA UNA VOLTA, DEVONO ESSERE LE DONNE LE SOLE RESPONSABILI DELL’ERRORE ?

Inoltre, dire che si ama troppo o troppo poco implica che l’amore possa essere in qualche modo misurabile e che esista una quantità sufficientemente buona ed una insufficientemente cattiva. In verità l’amore è un sentimento niente affatto misurabile e men che meno si può dire che si ama troppo. In amore il troppo non esiste e non deve esistere. Sarebbe una aberrazione. L’amore può essere talmente grande da essere universale, quindi… pensate a Gandhi, a Maria Teresa di Calcutta, a Gesù, a Lutero ecc. ecc. Sono d’accordo sul fatto che si parla di persone eccezionali e che la gente comune non ama in quel modo. Ma dovrebbe.

Dire che le donne amano troppo non indica anche che sono loro principalmente a sbagliare e non gli uomini che frequentano? In quel frangente, non sono forse gli uomini in realtà a non saper amare affatto o ad amare in modo “sbagliato”o ad amare troppo poco le donne e forse troppo loro stessi ? Tralasciamo per un attimo il discorso femminista e non vediamola come se in questo momento mi stessi accanendo ingiustamente contro gli uomini. In passato sono stata sempre la prima a difenderli quindi sarebbe scorretto accusarmi di questo.

Parlando di bravi ragazzi infatti, il problema non sussiste. Sono loro in genere a dover essere protetti dallo strapotere femminile. Io adesso parlo di un’altra categoria di uomini. Quelli violenti, aggressivi, macho-dipendenti, sessisti, il più delle volte anche razzisti, antiextracomunitari, antisemiti o che credono di essere leghisti. Quelli che in genere parlano per luoghi comuni e che della tolleranza e del pacifismo non sanno che farsene.

E non parlo solo per sentito dire, avendo letto le statistiche su qualche articolo di giornale ma essendone io stessa direttamente interessata: posso dire che è vero che 1 donna su 3 in Italia è toccata da questo problema; in qualità di vittima di stupro, di violenze domestiche, di maltrattamenti, donne prigioniere o sottomesse in qualche modo ad uno o più uomini.

Quindi non lo trovate limitante, archiviare il problema parlando semplicemente di “donne che amano troppo” ? Non è affatto vero che è colpa della donna se va sempre a cercarsi lo stesso tipo d’uomo. Anche questo è un luogo comune. Che tra l’altro a quel tipo di uomini fa parecchio comodo.

Sono quel tipo di uomini a sbagliare. E non lo fanno per una motivazione o per una qualsiasi causa dovuta alla donna, lo fanno perché sono così e basta. Perché a loro piace essere così. Sono invece loro a cercare con estrema precisione un tipo di donna che faccia al caso loro. Sono come ragni che tessono la tela per imprigionare la mosca. La tela è ovviamente costituita dalla parte bella del rapporto, dalle lusinghe, dalle attrattive (perché hanno anche quelle, non hanno solo difetti e non sono sempre cattivi).

Avendo capito questo, care “donne che amate troppo”, la cosa diventa semplice. Per guarire, per salvarsi dunque da questo circolo vizioso, da questo mondo di uomini estremamente affascinanti, basta saperli riconoscere e non si cade più nel tranello.

Impara ad evitare  l’uomo che ama troppo poco

 e smetterai di essere  una donna che ama troppo. 

Cosa da capire al più presto è :

Se stiamo realmente guarendo, non telefoniamo certo a un uomo per dirgli che non abbiamo più intenzione di parlargli.

Comunque da tenere sempre bene a mente che :

GLI UOMINI NON CAMBIANO ! 

come diceva la nostra cara Mia Martini in una sua celebre canzone. 

© Emiliana De Fortis

Con simpatia ed affetto

A tutte le “ragazze del  Centro”

Pubblicato da: emilianadefortis | 27 maggio 2011

LETTERA APERTA AI MIEI AMICI E ALLE MIE AMICHE

Cari amici lettori ed amiche lettrici,

dopo aver letto la lettera che mi e´stata inviata dalla mia Avvocato mi sono resa conto che  quello che lei mi prospettava non era quello che volevo. Non si puo´aiutare gli altri mettendo davanti il proprio bisogno di guadagno, a mio parere quello e´un discorso che nella fase iniziale di un vero nuovo cambiamento non bisognerebbe neppure  affrontare. Devo ammettere che l`Avvocato di cui parlo non e´delle peggiori, anzi, per essersi fatta un paio di telefonate ed una lettera ad una tariffa di soli 700€  (e da febbraio sta ancora aspettando di ricevere un solo centesimo) non si puo´definire come uno squalo, vi pare ? Anzi la ringrazio per la sua pazienza e i suoi soldi li avra´fino all´ultimo centesimo, questo lo posso giurare. Ma e´sicuro anche che d´ora in poi faro´a meno del suo aiuto. Mi e´molto chiaro ora  dove voglio arrivare, cosa voglio ottenere da me stessa ed e´sicuro che ho bisogno dell´aiuto di moltissime persone per fare questo, ma al momento il mio Avvocato non e´contemplato in questo.

Faro´da sola, seguiro´la mia volonta´e soprattutto il mio cuore.

Ed ora cari amici vi spieghero´nel dettaglio cosa voglio da voi. Non chiedo tanto, quasi niente, ma in cambio vi daro´molto  e sara´importante per voi. Perche´entrerete a far parte di un flusso, di  un fiume che scorre.  Non nego che gli effetti non saranno immediati, ci vorra´un pochino di tempo per vederne i benefici, ma poi neanche cosí tanto.

Non ho bisogno che facciate niente di diverso di quello che gia´fate, ognuno di voi ha dei talenti,a volte latenti e non sfruttati, altre volte li ha gia´applicati al proprio al lavoro. Siete gia´le persone al posto giusto nel momento giusto. Sentitevi come dei volontari. A volte mi bastera´anche solo una parola di incoraggiamento. E´nel momento del bisogno che si vedono i veri amici. Quelli che danno senza chiedere niente in cambio. Quelli che poi, quando me se lo aspettano, riceveranno cento volte tanto.

Vi abbraccio forte, forte con tanto amore.

Myriam

Evviva!  L´energia vitale universale scorre di nuovo libera dentro di meeeeee !

Il cerchio della vita

Le farfalle sono gli amici, che entrano ed escono dentro al cerchio.

Pubblicato da: emilianadefortis | 12 gennaio 2011

L’unico rimpianto della mia Vita

Avrei dovuto accorgermi che Thomas non era soltanto indeciso, che la sua non era solo una paura passeggera. Pensavo che mi amasse sul serio, non pensavo che il suo fosse un rifiuto categorico al diventare padre.

Credevo che standogli accanto con sopportazione, amore e dolcezza, la paura gli sarebbe passata e che poi trovandosi di fronte al bambino, se ne sarebbe fatto una ragione e lo avrebbe amato.

In fondo era una cosa che avevamo voluto entrambi, o perlomeno lui non aveva mai fatto nulla per evitarla. Facevamo l’amore da mesi in modo totale e completo e senza mai usare un contraccettivo.

A dire il vero nemmeno io me lo aspettavo, a 42 anni di rimanere incinta per la prima volta, considerando che mai prima ci ero rimasta. Ormai mi ero quasi rassegnata, credendo che ci fosse qualcosa in me che mi impedisse di avere figli.

A volte Thomas mi diceva di esserne contento e faceva con me progetti per il futuro su di noi e sul bambino (anzi bambina, perché quando lui ne parlava era sempre una bambina), in realtà alla fine del quarto mese di gravidanza seppi che era un maschietto perfettamente sano.

Ma le sue, erano solo bugie, menzogne, un velo che mi doveva offuscare la vista sul suo conto perché in realtà aveva già progettato tutto: l’omicidio del bambino in tutti i suoi particolari.

Con l’aiuto di un complice, suo padre (o forse è meglio dire il suo patrigno), portarono avanti una vera infamia. Ai miei occhi ancora oggi penso che la vicenda abbia un che di straordinario, non riesco proprio a capacitarmene, come si possa arrivare così in basso, come si possa essere così crudeli, mi chiedo come abbiano potuto giocarmi in quel modo senza che mi accorgessi di nulla e colpirmi così duramente alle spalle.

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